MSNA: numeri e statistiche

L’Italia per posizione geografica rappresenta, insieme alla Grecia e in misura minore alla Spagna, la prima linea dell’accoglienza nel continente europeo. L’arrivo dei migranti è certamente uno dei temi maggiormente discussi a livello continentale e nazionale. Da più parti, si sottolinea come il fenomeno sia cresciuto in maniera spropositata e stia diventando sempre più insostenibile, tanto a livello economico quanto di ordine pubblico. Non sempre, però, gli allarmismi riflettono la situazione reale, soprattutto se i numeri sono paragonati con quelli di altri Paesi europei, Germania e Svezia in primis.

Negli ultimi cinque anni, il numero di MSNA presenti e censiti sul nostro territorio è quasi triplicato passando dai poco meno di 6mila del 2012 agli oltre 16mila al maggio di quest’anno (Tavola 1[1]). I numeri dell’anno in corso sono leggermente in discesa rispetto a quelli dell’anno passato, circa mille presenze in meno, anche se sostanzialmente in linea, considerando che i mesi estivi sarebbero stati poi quelli di maggiore registrazione del picco di arrivi durante l’anno. Una più attenta visione dei dati ci dà la possibilità di tracciare un identikit più preciso sui ragazzi ospitati nel nostro Paese. Si tratta per la maggior parte di ragazzi maschi tra i 15 e i 18 anni di età. Infatti, questi rappresentano oltre il 93 per cento di quelli censiti e presenti. Il gruppo preponderante sono proprio i diciassettenni che da soli costituiscono, negli ultimi cinque anni, oltre la metà del totale. Il 2016 è stato l’anno in assoluto che ha visto il maggior numero di presenze di MSNA in Italia con oltre 17mila persone censite. I maschi sono la stragrande maggioranza di coloro che sono ospitati e la loro incidenza sul totale si è mantenuta piuttosto stabile nell’ultimo quinquennio, intorno al 94 per cento (Tavola 2). Uno sbilanciamento che fa riflettere soprattutto in un’ottica di integrazione a lungo termine.

Storicamente, i ragazzi di origine egiziana hanno rappresentato la nazionalità maggiormente presente in Italia tra gli MSNA (Tavola 3). Negli ultimi cinque anni, sono stati più di 12mila gli egiziani ospitati nelle nostre strutture, il 18 per cento del totale. Seguono, a grande distanza, i gambiani e gli albanesi che con, rispettivamente, 7206 e 7045 presenze rappresentano l’11 e il 10 per cento del totale. Queste prime tre nazionalità rappresentano quasi il 40 per cento degli MSNA ospitati in Italia. A livello di trend, si registra un grande cambiamento, con i gambiani che, per la prima volta quest’anno, sono diventati la prima nazionalità d’origine scavalcando così l’Egitto (2221 presenze contro 2123). In un quadro di complessivo aumento, particolarmente rilevanti risultano la crescita delle presenze da Paesi come Gambia, Nigeria e Guinea che nel 2012 contavano poche decine di presenze in tutto. Tra le principali nazionalità presenti, gli unici Paesi in discesa, dal 2012 ad oggi, sono l’Afghanistan, il Bangladesh e il Marocco.

A livello nazionale, gli MSNA non sono equamente distribuiti. Le regioni del Sud, sia per numeri totali che in rapporto alla popolazione regionale, risultano assorbire il carico maggiore (Tavola 4). È la Sicilia la regione italiana che ospita il maggior numero di MSNA con, nel 2017, oltre 6mila ragazzi ospitati che rappresentano il 38 per cento del totale. Segue a distanza la Calabria con 1478 presenze e il 9 per cento del totale. Ad oggi, il 64 per cento degli MSNA si trova in strutture ubicate nelle regioni meridionali, che tuttavia rappresentano solo un terzo della popolazione totale del Paese.

Come spiegato da Stefania Congia, dirigente della II divisione della Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, bisogna ricordare come questi dati rappresentino lo stock di MSNA presenti in Italia. Il sistema informatico italiano non permette al momento di tracciare i flussi, ovvero quanti si aggiungono ogni mese/anno e quanti smettono di essere conteggiati nel computo totale in quanto diventati maggiorenni.

I numeri di MSNA presenti sul territorio nazionale spesso non trovano corrispondenza con il numero di sbarchi registrati nei porti nazionali. Questi ultimi appaiono notevolmente più alti. Spesso, le differenze statistiche sono state spiegate con il fenomeno degli MSNA irreperibili. Ovvero, coloro che una volta sbarcati e registrati si allontanano volontariamente dalle strutture che li ospitano. In realtà, ad oggi, è impossibile determinare con certezza il numero di ragazzi irreperibili. “Bisogna tenere in considerazione il momento in cui avvengono gli sbarchi – ha sottolineato Stefania Congia -, momenti di grande tensione e confusione. I dati sugli sbarchi vengono elaborati con un’autodichiarazione precedente allo sbarco stesso. E perciò finiscono per includere coloro che dichiarano false generalità essendo privi di documenti, ragazzi che si dichiarano minorenni ma poi in seguito al ritrovamento di un documento di identità non vengono più riconosciuti come tali e, infine, quelli che realmente si allontanano”. A questi si aggiungono coloro che si perdono nelle maglie della burocrazia[2]. Nel 2017, sono stati oltre 9mila gli MSNA sbarcati (Tavola 5) [3]. L’anno passato è stato l’anno di maggiore afflusso con quasi 26mila minori non accompagnati, più del doppio rispetto al 2015. Nel 2012, erano poco meno di duemila anche se rappresentavano il 18 per cento del totale degli arrivi. Nell’ultimo quinquennio, gli MSNA hanno rappresentato una forbice tra l’8 e il 18 per cento del totale degli sbarchi.

Per quanto riguarda le nazionalità sbarcate in Italia, la maggiore crescita si registra tra i gambiani e i nigeriani che nel 2016 rappresentavano rispettivamente il 13 e il 12 per cento del totale dal’5 e il 2 per cento registrato nel 2012. Il grafico mostra come i siriani, che fino al 2013 sono sbarcati in massa in Italia, abbiano cambiato rotta nel loro viaggio verso l’Europa e, oggi, rappresentino solo il 2 per cento degli arrivi totali. Negli ultimi cinque anni, l’Eritrea, l’Egitto e la Somalia sono le nazionalità maggiormente rappresentate negli sbarchi del Mediterraneo.

MSNA e asilo

Diverso è il discorso dell’asilo. Tra gli MSNA che sono ospitati in Italia, solo una minima parte fa richiesta di asilo. Nel 2016[4], solo 6mila ragazzi hanno richiesto la protezione internazionale, in grande aumento rispetto ai 4mila dell’anno precedente (+50 per cento), ma pur sempre di gran lunga inferiore sia al numero totale di quelli presenti (oltre 16mila) sia a Paesi come la Germania dove, l’anno passato, quasi 36mila ragazzi hanno chiesto asilo, ovvero oltre la metà del totale degli MSNA richiedenti asilo di tutta l’Unione europea.

[1] Elaborazione su fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Cifre del 2017 aggiornate al 31 maggio. I dati contenuti in questa sezione si riferiscono al totale di MSNA presenti nelle strutture di accoglienza di I, II livello – Sprar – ed emergenziale.

[2] Vedi intervista a Salvatore D’Angiò – Cooperativa Sociale Ethica, all’interno di questa Inchiesta.

[3] Elaborazione su fonte Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione. Dati aggiornati al 27 di giugno 2017.

[4] Fonte Eurostat. Dati estratti il 10 maggio 2017.

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