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In fiamme un centro minori. Strage di adolescenti in Guatemala

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Sono morte nel luogo che avrebbe dovuto farli rinascere, o quanto meno metterli al riparo, proteggerli da ulteriori sofferenze. Una ventina di adolescenti, ospiti di una casa di accoglienza per minori, in Guatemala, sono state divorate dalle fiamme mercoledì all’alba per un incendio. I loro corpi carbonizzati sono stati portati fuori dai pompieri tra le urla disperate dei familiari accalcati fuori dal cancello della struttura, l’istituto Maria Virgen de la Asunción, a San José Pinula, a una ventina di chilometri dalla capitale. Quello che viene chiamato e catalogato come «Hogar Seguro», luogo sicuro/protetto, si è trasformato nella loro tomba. E altre 38 ragazze sono rimaste ustionate, 14 in modo grave, valuta il ministro della Salute. Secondo il ministro del Welfare, Carlos Rodas, l’incendio è scoppiato dopo che alcuni adolescenti hanno dato fuoco ad alcuni materassi del rifugio. «Non dovrebbe verificarsi che ragazze sofferenti che non hanno mai avuto problemi con la legge siano mischiate con giovani che hanno commesso crimini» ha commentato il portavoce del presidente.

In attesa dell’esito dell’inchiesta promessa ieri dal presidente Jimmy Morales, una cosa è certa. Da questa struttura, finanziata dal governo, i giovani ospiti, maschi e femmine, cercavano di scappare. L’ultima fuga martedì, il giorno prima dell’incendio, quando dopo una rivolta di massa, una cinquantina erano riusciti a uscire (ma erano poi stati in gran parti ritrovati e riportati dentro). Fonti poliziesche citate da El Paìs hanno riferito i minori si erano ammutinati perché non volevano stare in un posto dove subivano anche abusi sessuali.

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