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Approfondimenti di informazione e cultura per l'infanzia e l'adolescenza del mese di luglio 2011

Cinque chiavi per il futuro: idee e azioni per aiutare le nuove generazioni a fare meglio

In un mondo in costantemente mutamento, che diventa ogni giorno più articolato, il contributo dell’innovazione delle scoperte scientifiche non si limita solo ad impattare le tecnologie, le visioni e gli stili di vita di ogni uomo, ma anche e soprattutto i “come” e i “perché”  delle nostre azioni.

I continui avanzamenti in tutti i campi scientifici che in questo tempo ci raggiungono in rapida successione confermano l’incredibile potenziale del cervello umano e i vantaggi che l’uso della neocorteccia è in grado di offrirci. Come sostiene il premio Nobel Rita Levi Montalcini, solo con l’utilizzo di questa specifica area del nostro cervello è possibile realizzare una società capace di superare il conflitto, tipico delle posizioni duali.

Solo in questo modo è possibile inserire stabilmente l’uomo nel mondo del pensiero inclusivo selettivo, capace di selezionare il vantaggio (per sé e per l’altro), includendo tutti i punti di vista possibili, anche i più lontani, sulla vita, sulle cose e sugli altri, mettendo in atto azioni pienamente sostenibili e orientanti.

Le scoperte neuroscientifiche, ci parlano di un uomo capace di prefigurare il futuro e orientare se stesso al meglio, capace di cambiare in un mondo che cambia e sfruttare appieno il suo straordinario potenziale intellettivo, emotivo ed etico di cui è capace.

Il grado di astrazione e dunque di capacità di ”proiettarsi verso”, determina la qualità della nostra organizzazione dei dati. Questo processo porta a costruire una visione più ampia della vita delle cose, degli altri e delle relazioni che esistono tra questi insiemi. Il vivere pienamente si esprime proprio in questa capacità di organizzare i dati in una maniera nuova ed originale, quella maniera nuova ed originale che ci permette di essere per il mondo un dono.

La possibilità di essere dono per noi stessi e per gli altri, è connesso alla capacità che la nostra specie ha di andare alla verifica del sapere, di  incontrare e confrontarsi con dati e non con informazioni, ovvero con un sapere già predigerito impresso in una forma dalla quale non si può prescindere.

La verifica del sapere si connette direttamente all’idea di poter riconoscere il sapere, così che l’acquisizione del sapere stesso diventi più semplice, cosa che può accadere perché non è necessario relazionarsi a tutto ma, solo a quelle cose che si scoprono essere le cose centrali. Non tutto ciò che l’uomo incontra sulla sua strada, infatti è vero, semplice e preciso come i dati di cui ha bisogno per costruire il suo sapere e avvantaggiarsene.

Con Howard Gardner possiamo dirci, che per produrre questo avanzamento l’umanità di oggi e quella di domani avranno necessità di “Cinque chiavi”interpretative che permettano all’uomo di connettere il suo sapere in maniera differente e diventare collaborativo e inclusivo selettivo. Lo psicologo statunitense ci sottolinea la necessità di allenare un’Intelligenza disciplinare che presiede la modalità conoscitiva alla base di una determinata disciplina, mestiere o professione; una Intelligenza sintetica che permette di accogliere le informazioni da diverse fonti ricombinandole in modo  nuovo. Un’Intelligenza creativa che pone interrogativi inconsueti, crea nuovi modi di pensare, fornisce risposte inaspettate. Una intelligenza rispettosa che registra e accoglie con favore le diversità che esistono tra i singoli individui e tra le comunità  umane. Una intelligenza etica che riflette sulla natura dell’operare del singolo e sui bisogni e le aspirazioni della società nella quale vive.

Come sviluppare queste cinque forme di intelligenza e farle agire sinergicamente nello stesso individuo? Chi deve accogliere e occuparsi di questa sfida? La proposta di questo tempo è che questa sfida possa riguardare ogni uomo che vive in mezzo ad altri uomini, che educa prima di tutto se stesso operando in un mondo di relazioni sempre più ampio e sfaccettato.

La responsabilità del domani dunque è nelle nostre mani, nelle mani di chi può accogliere l’idea che è proprio questo il momento di accettare la meravigliosa responsabilità di essere sempre, in ogni momento della vita, modello per gli altri.

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