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Buy her bag, not her body

Autore: Yelena Posniak
Fonti:

Yelena Posniak ci racconta un’iniziativa che coniuga impegno sociale ed imprenditorialità in maniera molto interessante. Nomi Network,
infatti, lega (o meglio, collega) iniziative private, pubbliche e non
governative finalizzate ad intervenire a favore delle vittime del
traffico e sfruttamento di esseri umani. Yelena, comincia a raccontarla
attraverso le parole della fondatrice e la storia del progetto “Buy Her Bag, Not Her Body®”. Assolutamente da leggere e da rifletterci (Antonio Amendola).

Yelena: Cos’è esattamente “Compra la sua borsa non il suo corpo”?

DIANA: Ci sono 27 milioni di schiavi oggi. In Cambogia, 1 bambino su 40 è vittima della tratta e della schiavitù. La povertà è una causa principale di traffico. Il 70% di coloro che vivono con meno di 1 dollaro al giorno sono donne e bambini. Attirati dalle false promesse di ricchezza urbana, seguono i trafficanti fuori dai loro villaggi desolati dai trafficanti, finendo nei bordelli. Purtroppo, alcuni cercano di fuggire e sono intrappolati in un circolo vizioso e diventano nuovamente vittime di tratta, perché sono rifiutati dalle loro comunità e non hanno le competenze necessarie per ottenere posti di lavoro.

Nomi spezza questo ciclo e dà ai sopravvissuti al circuito della tratta la speranza di un futuro migliore. Le donne e i bambini non sono in vendita.

Yelena: Come i cittadini dei Paesi occidentali determinano dove i loro prodotti sono sviluppati e afferrano l’importanza di comprendere l’etichetta dietro il prodotto?

DIANA: Nonostante la recessione economica, negli Stati Uniti il volume delle vendite di prodotti legati a una buona causa e a una finalità sociale è in crescita. Il nostro target di consumatori è interessato a prodotti di cui è certificata la provenienza da commercio equo e prodotti legati a una finalità. Si tratta di un mercato che vale circa 2,2 miliardi dollari nel 2009 (secondo i dati dell’organismo di certificazione internazionale per il mercato equo).

Secondo lo Studio 2010 Cone Cause Evolution Study, i consumatori di molti prodotti legati alla finalità sono principalmente giovani professionisti, studenti (“millenials”, di età fra i 18 e i 20 anni), donne adulte e madri. L’81% di questi consumatori ha ritenuto che l’acquisto di un prodotto è stato il modo migliore per sostenere la causa di una società.

Yelena: Quali sono le specifiche attività professionali che insegnate alle ragazze?

DIANA: Il controllo di qualità, le tecniche di produzione avanzate, il fashion design, l’approvvigionamento di materiali e il marketing.

Yelena: Da quando avete iniziato Nominetwork – la rete di Nomi, quante ragazze pensi siano state impiegate e formate dalla vostra organizzazione?

DIANA: Noi aiutiamo a impiegarne 53. Ne formiamo circa 40 e facciamo 40 laboratori di base.

Yelena: Perché hai scelto la Cambogia per iniziare la vostra missione?

DIANA: La bassa alfabetizzazione, il Paese dilaniato dalla guerra. Tutti e tre i fondatori hanno visitato il Paese. La tratta è un problema importante là – in particolare impatta sui minori.

Yelena: Se un acquisto è effettuato tramite Nominetwork, come fa questo acquisto ad avere un impatto diretto sulle ragazze che stanno creando questi prodotti, perchè ne possano beneficiare?

DIANA: Due passaggi -1) Contribuire a creare posti di lavoro con un salario del quasi 45% in più rispetto alla media locale, con inclusa assistenza sanitaria e assistenza ai minori. 2) Gli utili dalla vendita delle borse sono reinvestiti in istruzione e formazione.

Yelena: Ritorni in Cambogia la prossima settimana, qual è l’obiettivo di questo nuovo viaggio?

DIANA: Questo viaggio è molto eccitante perché stiamo avendo un team di 8 persone. Recluteremo nuovi partecipanti al programma – secondo il modello “train the trainer – forma colui che sarà il formatore di altre persone”. Parteciperanno persone provenienti da diverse organizzazioni. Noi documenteremo le storie delle donne e dei bambini con cui lavoriamo. E’ prevista anche la creazione di nuovi progetti e prodotti.

Yelena: Grazie ad entrambi per il vostro tempo, il vostro lavoro aiuta tante vittime ed è fonte di ispirazione di come singoli individui possono contribuire e fare la differenza in questo mondo.

——
YELENA:  What is BUY HER BAG NOT HER BODY?

DIANA: There are 27 million slaves today. In Cambodia, 1
in 40 children are trafficked into bondage. Poverty is a root cause of
trafficking. 70% of those living on less than $1 per day are women &
children
. Lured from desolate villages by traffickers peddling
false promises of urban riches, they end up in the brothels. Sadly, some
escape and are ensnared in a vicious cycle and re-trafficked because
they are rejected by their communities and lack the necessary skills
obtain jobs. Nomi breaks this cycle and gives survivors hope for a
better future. This message says that women and children are NOT FOR
SALE.


YELENA: How do citizens of the western countries understand
and determine where their products are developed and the importance of
understanding the label behind the product?

DIANA: Despite the
economic recession, the volume of cause-related product sales in the US
is growing
. Our target consumers are interested in certified fair-trade
products and cause-related products, a market worth approximately $2.2
billion in 2009 (Fairtrade Labeling Organizations International).
According to the 2010 Cone Cause Evolution Study, the consumers of many
cause-related products consists mainly of young professionals, students
(“millenials” age 18-20), adult women and mothers. 81% of these
consumers felt that buying a product was the best way to support a
company’s cause.


YELENA: What are the specific trades you teach the girls?

DIANA: Quality control, advanced production techniques, fashion design, sourcing materials and marketing.

YELENA:
In the time since you have started Nominetwork, how many girls do you
think were employed and taught by your organization?

DIANA: We help employ 53. Train approximately 40 and 40 basic workshops

YELENA: Why did you chose Cambodia to start your mission? and do you have other countries that you will be working with?

DIANA:
Low education level, low literacy, war-torn country. All three founders
have visited. Trafficking is a major issue there – in particular
minors
.

YELENA: If a purchase is made through Nominetwork, how
does this directly impact and benefit the girls who are creating these
products?

DIANA: Two layers- 1) Help create jobs with a wage
nearly 45% higher than the local average, healthcare, and childcare. 2)
Profit from selling bags are reinvested into education and training.

YELENA: You are returning to Cambodia next week, what will you be working on during this trip?

DIANA:
This trip is very exciting because we are having a team of 8 ppl. We
will be recruiting new program participants – a train the trainer model.
Individuals will come from different organizations. We will document
the stories of the women and children we work with
. We will also be
creating new designs and products.

YELENA:  Thank you both for
your time, your work helps so many victims and you are truly an
inspiration as to how a few individuals can make a difference in this
world
.

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