Foto

Children of the Forest

Autore: Thomas Cristofoletti
Fonti:

Per molti decenni i popoli Karen e Mon sono stati perseguitati dal governo militare della Birmania. Si stima che vi siano circa 2 milioni di sfollati che vivono sul bordo thailandese della frontiera. Apolidi, e senza alcun diritto legale, quello che trovano in Thailandia è spesso peggiore di quello da cui sfuggono.

Le alte tasse ospedaliere per i cittadini non-thailandesi equivalgono all’impossibilità per i Karen e i Mon di accesso alle cure sanitarie. Con malattie come la malaria, la dengue, l’HIV e la tubercolosi fulminante, questo rifiuto può rivelarsi fatale.

Il  progetto Children of the Forest (“i bambini della Foresta”) è  volto a fornire cure, protezione, educazione ai bambini Karen e Mon ed alle madri nelle situazioni di maggiore e più urgente difficoltà che vivono nella zona di confine di Sangkhlaburi.

Circa 15 persone al giorno visitano la clinica di bambù. A volte arrivano troppo tardi e la malattia è già troppo avanzata. Con le medicine e le attrezzature limitate, il personale medico del progetto “Children of the Forest” cercando di fare il loro meglio.

I medici di “Children of the Forest”  visitano i villaggi e gli insediamenti nella zona di confine Sangkhlaburi. Quando trovano bambini ammalati, ne valutano la gravità e, se necessario, e ogni volta che è possibile, riescono a portare il bambino o la madre in un ospedale e lo assistono anche con le spese mediche.

I bambini della scuola gratuita di “Children of the Forest”, per 350 bambini apolidi, serve anche come un valido mezzo per individuare i ragazzi e le ragazze malati. Spesso si trovano proprio tra i bambini che vanno  a scuola quelli con gravi malattie come la malaria, la tubercolosi, la febbre dengue e HIV.

Nel 2006, “Children of the Forest”  ha aperto un centro di supporto “Mother & Child Center” che permette a madri abbandonate, e spesso gravemente maltrattate, di guarire restando con i figli, tutelandoli in un ambiente sicuro.

Le madri abbandonate sono particolarmente vulnerabili in questa zona di confine. Senza assistenza sociale, la morte o l’abbandono da parte del marito le lascia a lottare da sole per fornire ai loro figli le necessità più elementari. Il team di “Children of the Forest”  fornisce supporto medico sia per la madre che per i suoi figli mettendoli su una  strada di una nuova speranza e opportunità.
Due anni fa, “Children of the Forest”  ha aperto 3 “case sicure”. Sono semplici case di bambù con tetti di paglia, situate al confine. Questo ulteriore programma fornisce cure mediche e protezione alle madri apolidi che hanno subito gravi abusi, spesso violentate e che non possono passare attraverso posti di blocco militari tailandesi per accedere alla sede principale di “Children of the Forest”.

Oggi, i bambini della clinica di  “Children of the Forest” fornisce assistenza medica di prima linea, consulenza e nei casi più gravi assistenza a circa 350 bambini e madri al mese.

o Foto: Thomas Cristofoletti
o Video: Daniele La Gioia
o Video editing: Thomas Cristofoletti

www.shoot4change.net

Indietro

Mediateca Correlata

L’Opinione

Vai all'archivio

Focus On

Gli approfondimenti di piattaforma infanzia

Leggi tutto
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK