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Ubuntu

Autore: Francesco Scirè
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Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?

Nelson Mandela

Il centro UBUNTU si trova nel cuore del centro storico di Palermo.

L’asilo UBUNTU (mi piace chiamarlo così) è ospitato al piano terra di un vecchio condominio; in realtà, si tratta di un antico palazzo del comune che fu sede di pretura e poi, ridotto a semplice e lurido deposito del tribunale di Palermo. Ma un gruppo di volontari, guidati dal consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli, sono riusciti a farsi affidare e a ristrutturare questa parte del palazzo.

E così, è nato l’asilo UBUNTU.

UBUNTU è un’associazione di volontariato nata nel 2006 nel cuore della vecchia Palermo che, seguendo la filosofia dalla quale prende il nome, nasce con l’obiettivo di aiutare e dare supporto alle famiglie di immigrati che vivono e lavorano sul territorio palermitano.

Il supporto dei volontari alle famiglie si concretizza nell’occuparsi quotidianamente dei loro figli e permettere loro di andare a svolgere serenamente il proprio lavoro con la consapevolezza che c’è un gruppo di persone che si occupa dei bambini come se fossero loro: dall’andare a prenderli a scuola, al pranzo, al doposcuola, al gioco, allo sviluppo della loro creatività.
UBUNTU è una realtà umanamente accogliente, che culla, protegge, cresce ed educa i bambini palermitani dalla pelle nera…ma non solo.

L’asilo UBUNTU è riuscito a diffondere la propria filosofia sul territorio in cui si trova attraverso l’impegno, le azioni e le energie quotidiani dei suoi volontari. Il sussurrato invito a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei doveri, la spinta ideale ed il desiderio di pace, il rispetto e l’amore verso l’uomo, la reciprocità nel sostegno, la dignità nell’aiuto e nella solidarietà hanno dato vita ad una rete sociale ed umana che opera, giorno per giorno, a sostenere UBUNTU in un’ottica di cambiamento reale e diffuso.

Il centro UBUNTU oggi è in grado di accogliere bambini, di tutte le etnie e provenienti da quartieri diversi della città ed attraverso un approccio interculturale, in un’ottica d’integrazione, il centro è in grado di offrire ai bambini nuovi servizi per una crescita individuale e collettiva, libera e sociale.

La mattina UBUNTU è baby parking per i bimbi più piccoli che non vanno a scuola o, ancora peggio, che non trovano posto negli asili nido comunali inadeguati numericamente rispetto alle esigenze del territorio.

Un pullman di medie dimensioni permette ai volontari di andare  a prendere i bambini all’uscita della scuola materna ed elementare (un servizio anche questo quotidiano). I bambini, così, vengono presi da scuola e portati ad UBUNTU dove li aspetta un sano pranzetto.

Dopo pranzo è il momento dello studio! Inizia il doposcuola e diversi operatori volontari accompagnano i bambini nello svolgimento dei compiti seguendoli con attenzione e precisione.

E dopo i compiti finalmente il gioco. Ogni gioco fa parte di un laboratorio ludico che favorisce il lavoro in gruppo tra fasce di età diverse. Si alternano così laboratori teatrale, musicale, di disegno e colore, artistico, di creazione di oggetti, di riciclo creativo, di cucina e di lingua straniera.

E questi sono i momenti che mi hanno maggiormente coinvolto dal punto di vista emotivo. Perché ti accorgi che, come per tutti i bambini del mondo, il gioco e la curiosità sono nel  loro vivere, nel loro modo di essere. Si avvicinano prima timidamente, poi iniziano a chiedermi se possono osservare da vicino la mia macchina fotografica. Alla fine della giornata, qualcuno di loro ha già imparato ad usare la mia Canon (o almeno, ha imparato a scattare una fotografia) ed alcune delle fotografie  della galleria sono opera loro. Puro istinto e voglia di divertirsi riguardando la loro opera fotografica.

I giochi sono talmente coinvolgenti che non ci si accorge che sono già le 18.00 ed i genitori cominciano a venire a prendere i figli. Entrano si intrattengono, si chiacchiera, si ride e si parla.

Anche per i genitori UBUNTU è una casa!
Il mio viaggio in questa splendida realtà si sta concludendo con il cuore e gli occhi gonfi di tanta allegria e dolcezza decido di iniziare a salutare tutti i bambini ancora rimasti ed in attesa dei genitori. La mia esperienza fotografica all’interno del centro mi ha permesso di testimoniare il lavoro fondamentale di tanti bravissimi volontari che con l’allegria dei bambini extra comunitari, cercano di realizzare il sogno di un mondo più giusto e più attento al rispetto dei diritti di tutti questi bambini indipendentemente dal colore della loro pelle o dalla lingua che parlano.

Il sostegno, la fiducia, la comunanza d’intenti e la vicinanza d’anime tra UBUNTU e coloro che la sostengono ha permesso ai bambini palermitani dalla pelle nera e alle loro famiglie di non sentirsi stranieri in casa loro e ha garantito loro di potere prendere tra le mani la speranza di un mondo di pace, non violenza e solidarietà.
Oggi in UBUNTU si assiste ad un vero, spontaneo e gioioso processo di integrazione tra popoli e genti che passa attraverso i bambini. Crescono insieme quotidianamente e stanno già ponendo le basi per la società alla quale noi tutti aspiriamo.

I volontari di UBUNTU

Il centro UBUNTU ha saputo creare nel quartiere un clima di apertura e solidarietà. E’ anche un presidio di legalità con un’arma potentissima: la cultura del sapere. E proprio questo talvolta ha creato anche qualche problema ai volontari. Circa un anno fa, infatti, questo presidio di legalità e coesione è stato bersaglio di intimidazioni: sono state rubate alcune attrezzature importanti per il centro, è stata rubata addirittura la pasta conservata nei magazzini fino alla distruzione di alcuni vetri del pullman utilizzato per il trasporto dei ragazzi. Forse a qualcuno non è piaciuta l’idea di sostituire spacciatori e omertà, con la vita e la solidarietà. Ma i volontari hanno resistito e vinto la loro battaglia perché questa realtà continua a vivere e a lavorare per migliorare la vita di tutti i bambini che ospita e che continuerà ad ospitare.

Oggi UBUNTU è un mondo a colori fatto di tutti i colori del mondo!

Dicembre 2011

Francesco Scirè/S4C

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