L'Opinione
18 Dicembre 2014

Alessandra Diodati – La tutela dei minori migranti

Siriani, egiziani, eritrei, somali. Nazionalità diverse ma stessa condizione: quella di essere minori. Sono quasi 25mila, infatti, i minori che dall’inizio del 2014 sono giunti sulle coste italiane. Più della metà sono minori non accompagnati. Giovani uomini che affrontano da soli la sfida della loro vita.

Nell’ultimo anno abbiamo assistito a tragedie del mare che hanno riempito la cronaca nazionale e internazionale, ma malgrado ciò, la situazione non è cambiata. Come Croce Rossa abbiamo chiesto più e più volte l’intervento dei governi affinché si istituissero dei corridoi umanitari che potessero rendere più sicure le condizioni dei migranti, perché riuscissero a portare a termine il loro progetto di vita migliore, soprattutto per una tutela maggiore dei minori stessi. Spesso, infatti, arrivano in condizioni psicologiche e di salute precarie, provati da un viaggio che li ha visti protagonisti indifesi di dinamiche più grandi di loro.

La tutela del minore è una priorità assoluta: attraverso un servizio efficiente di prima accoglienza per poi provvedere al più presto al loro trasferimento in comunità di accoglienza dedicate e strutturate per l’inizio di un percorso di inserimento sociale. A livello sanitario, il diritto alla tutela della salute in Italia è garantito per legge, ma la reale fruibilità di questo diritto rappresenta la reale criticità nel panorama italiano dell’accoglienza.

Il ruolo di monitoraggio continuo sia nelle aree di sbarco che nei centri di prima accoglienza è quindi fondamentale per verificare che sia concreta la possibilità di accedere ai servizi sanitari.

I minori non accompagnati che arrivano in Italia spesso hanno tra i 16 e i 17 anni. Sono ragazzi, hanno sguardi da bambini e spesso atteggiamenti da adulti, frutto delle vicende che li hanno portati qui. Si matura in fretta attraversando il mare. Purtroppo crescono e il tempo passa a volte più veloce della burocrazia e si trovano adulti, maggiorenni e privi delle tutele che hanno avuto fino al giorno prima.

Il desiderio più grande è una casa, una famiglia: quando è stato possibile riunire famiglie che erano state separate dal percorso migratorio, abbiamo visto questi giovani uomini ritornare bambini felici“.

Alessandra Diodati – Direzione Sanitaria Assistenza Migranti Croce Rossa Italiana

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