L'Opinione
12 Giugno 2015

Cordelia Vitiello – Chiesa Luterana ed infanzia tra scuola, integrazione e sanità

“La Chiesa Evangelica Luterana in Italia è un po’ un braccio della Chiesa Luterana di Germania e fa parte della Federazione Mondiale Luterana. Oltre l’essere Chiesa protestante, il nostro ente si occupa da tempo ed in modo specifico di occorrenze sociali, in particolar modo di tutela dei minori. Cosa vuol dire per noi solidarietà verso l’infanzia e l’adolescenza è bene espresso – a nostro avviso – già nella natura dei progetti che portiamo avanti, anche grazie al sostegno dei tantissimi liberi donatori italiani. Penso ad esempio al Progetto Orsacchiotto, che si svolge a Roma, rivolto ai bambini di donne africane cui dona giocattoli ma anche pannolini ed altre necessità materiali.

Per la cura dell’infanzia, in generale, la nostra Chiesa si prodiga da tempo ed ha almeno tre filoni stabili che riguardano istruzione, salute e migrazioni. Sul territorio vesuviano, ad esempio, e di preciso a Santa Maria la Bruna, proprio per rispondere alle particolari esigenze della popolazione locale, soprattutto delle fasce più deboli, è attiva da anni e con ottimi riscontri la nostra scuola “Gesù di Nazareth”. Vi abbiamo una politica che integra l’alta qualità dei servizi con contenute rette d’accesso. Consentire anche in quel contesto ed anche alle realtà più bisognose la professionalità dei docenti, una mensa interna, un parco giochi e un’aula multimediale con offerta di corsi d’inglese e di apprendimento musicale, ecco, per noi ciò vuol dire un successo sociale rilevante, perché simili prestazioni sul territorio sono quasi sempre consentite da istituti privati costosi e dunque elitari. Poi, in fatto di risposta al crescente problema delle migrazioni, è ormai del 1984 la creazione del Servizio Rifugiati e Migranti, strumento di sensibilizzazione e promozione sociale di temi quali immigrazione, asilo, razzismo e altri, allo scopo di tutelare i diritti di migranti e rifugiati, in primo luogo dei più piccoli che accusano ancora più fortemente le difficoltà delle condizioni di discriminazione o di cattiva integrazione sociale. In ultimo, per quanto concerne la salute, attraverso le nostre comunità abbiamo istituito e partecipiamo alla gestione di due strutture in Italia, l’Ospedale Internazionale di Genova e Villa Betania a Napoli. Quest’ultima, per un esempio concreto di cosa possa voler dire intervenire in modo effettivo sulle condizioni negative o di svantaggio di un territorio complesso e a favore dell’infanzia, è un ospedale inserito nel piano socio-sanitario della Campania, è premiante per numero di posti letto, dipendenti, ricoveri e prestazioni e, tra i reparti di eccellenza, le dotazioni e i risultati di quello neonatale hanno contribuito negli anni a spegnere il triste primato di alta mortalità infantile della zona.

Per la nostra Chiesa, in grande sintonia con il Governo italiano, fare solidarietà non è solo una missione guidata dal forte senso spirituale che chiaramente ci struttura e ci anima, ma è anche e soprattutto un istinto che ci ricorda la natura umana della nostra esistenza ed una piena fratellanza che ci spinge, ogni giorno, a ricercare e a trovare nel sorriso e nel benessere dei più piccoli la speranza, fuori retorica, di un mondo davvero migliore”.

Cordelia Vitiello – vicepresidente nazionale Chiesa Evangelica Luterana d’Italia

 

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