L'Opinione
23 Febbraio 2017

Daniela Bernacchi – A scuola di resilienza

Da oltre trent’anni, Cesvi è attivo in contesti di emergenza con progetti di sostegno in 24 paesi del mondo. Nel 2016 abbiamo deciso di dare inizio a una sfida nuova e impegnativa, al fianco delle popolazioni del Centro Italia, colpite dal terremoto del 24 agosto. Nello specifico, abbiamo voluto dedicare un’attenzione particolare ai bambini attraverso il Progetto “Una Scuola resiliente” che, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale di Ascoli e Fermo, offre supporto psicologico in 12 istituti scolastici marchigiani, distribuiti tra le province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo. Grazie alla collaborazione con il partner Sos SIPEM Marche, abbiamo portato un team di psicologi in più di 160 classi con l’obiettivo di aiutare i bambini a elaborare il trauma del sisma. Sono proprio i bambini, per via della loro fragilità e vulnerabilità, ad aver interiorizzato maggiormente gli effetti negativi di un evento così distruttivo. Durante incontri periodici programmati nelle scuole, gli alunni vengono stimolati a esprimere le loro emozioni, le loro sensazioni e le loro paure attraverso disegni, racconti e il commento di immagini e fotografie che raffigurano macerie ed edifici danneggiati dalle scosse. Il recupero psico-emotivo, dopo eventi di questa portata, richiede tempi tanto più lunghi quanto più fragili sono i soggetti coinvolti e quindi, nel caso dei bambini, si tratta di un processo ancor più lento e delicato che richiede l’apporto di professionisti qualificati. L’assistenza psicologica si rivolge, però, anche ai genitori che hanno il gravoso compito di insegnare ai figli come riconoscere e gestire le paure e devono, a loro volta, saper elaborare le proprie. Un percorso di sostegno specifico è previsto anche per gli insegnanti che sono quotidianamente a contatto con i bambini e possono interpretarne i comportamenti e segnalare eventuali problemi. Cesvi ha maturato una grande esperienza nel supporto psicologico in luoghi flagellati da catastrofi naturali, come nel caso di Haiti, sferzata dal terremoto che 7 anni fa uccise 220mila persone e del Nepal, colpito nel 2015 da un sisma tra i più violenti che la storia ricordi. Quando si parla di “ricostruzione” dopo catastrofi naturali, quasi sempre si intende un intervento materiale attraverso cui vengono ripristinati i luoghi distrutti e si tralascia, invece, l’aspetto più umano, collegato alla necessità di una “ricostruzione interiore” che punti al ripristino dell’equilibrio emotivo e psicologico delle persone colpite. Nonostante in Centro Italia sia attiva una rete di sostegno strutturata composta da molteplici operatori, a partire dalla Protezione Civile, Cesvi ha sentito l’esigenza di dare il suo contributo e di mettere a disposizione la sua expertise in un territorio dove è ancora evidente e forte il bisogno di assistenza, a cominciare dai bambini. Lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione ci ha accreditati a lavorare nei giorni immediatamente successivi alle scosse, a testimonianza della bontà e della necessità del nostro intervento. Siamo convinti, inoltre, che sia necessario mettere al centro delle operazioni di sostegno anche chi, in seguito al sisma, non ha subìto perdite affettive o danni materiali evidenti. Il progetto “Una Scuola resiliente” rispecchia profondamente questa convinzione: la classe è il luogo ideale dove mettere in pratica la “ricostruzione interiore” che sia quanto più orizzontale possibile e che raggiunga, nello stesso spazio fisico, tanto le vittime dirette quanto quelle indirette del terremoto.

Daniela Bernacchi, General Manager Cesvi Onlus

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