L'Opinione
3 Marzo 2014

Derrick De Kerckhove – Una riflessione sui nativi digitali

“Riguardo l’attualità dei nativi digitali e su che cosa avrebbe “consigliato” Marshall McLuhan ai ragazzi di oggi, sono quasi certo che egli avrebbe urlato di staccare la spina! Un consiglio per impedire lo svuotamento della personalità e dell’individualità dei ragazzi, che oggi sono così presenti davanti agli schermi, così immersi nella rete digitale che si rischia di perdersi al suo interno. Ma McLuhan aveva a che fare con il senso di un’elettricità che alimentava soprattutto la televisione, essendo lui contemporaneo di quel medium. Invece, lo scambio tra la mente e lo schermo, al giorno d’oggi, abilita l’estensione di tutte le facoltà e di tutte le strategie cognitive che abbiamo imparato dalla scrittura ed esse, anziché essere internalizzate nella lettura, sono esternalizzate sullo schermo, dove tante cose oggi si negoziano, anziché nel proprio pensiero, anche lo stesso immaginario.

McLuhan poteva quindi sostenere, al suo tempo, che la relazione fosse da un contenuto mentale ad un contenuto tecnico, condizione che per lui poteva dire che se vogliamo mantenere la nostra privacy e la nostra identità personale, non dobbiamo esporci troppo a questo schermo che potrebbe privarci della nostra stessa personalità. Ecco, al giorno d’oggi, devo dire che non sono d’accordo con McLuhan. Quando lui dice che l’identità privata sparisce perché viene come sottratta dall’uso dei dispositivi elettronici, io dico invece che ai nostri tempi, proprio grazie a queste stesse possibilità, la nostra identità è invece estesa sulla rete, viene moltiplicata nella nostra rete di contatti, e quindi anziché un’identità sparita noi abbiamo un’identità aumentata.

Va quindi coltivata, soprattutto per i nostri ragazzi, questa risorsa tecnologica, questa opportunità comunicativa, ed ho la sensazione che ci sia ancora tanto da realizzare. Ecco, ai ragazzi va dunque insegnato, con la loro stessa partecipazione, come gestire questa nuova forma di identità, che nasce proprio con loro, nella loro epoca. Come fare per vivere questa dimensione in modo sano, come uso e non come abuso? Va di sicuro approfondita la questione dell’insegnamento, dentro e fuori la scuola, va sostenuto il progresso pedagogico in tale direzione. Diverse aziende stanno creando strumenti proprio per bambini, ragazzi, giovani, come un nuovo segmento di mercato, e non solo software, ma anche hardware, e questo è molto significativo ed importante, come sensibilità sociale.

Siamo ad un momento di svolta, come quando dal Rinascimento si passò al Barocco, a quella che fu la ricostruzione dell’uomo sensoriale. Vi lavorarono artisti con funzione quasi educativa, che in forma di grandi opere concentrarono l’attenzione della gente sull’identità umana corporea. Bene, adesso abbiamo bisogno di nuovi artisti educatori, nuove intelligenze, che ci facciano comprendere, soprattutto ai giovanissimi che sono tanto a contatto con i media, con il loro uso ed i loro contenuti, in quale particolare dimensione stiamo entrando. Credo infatti che il mash-up video, il cross mediale, la visività in generale che viaggia sul web siano le nuove forme di letteratura, anche per ragazzi, una sensibilità multisensoriale che ricostituisce il mondo frammentato delle muse greche, che oggi hanno il compito di ispirare nel modo migliore anzitutto i nostri adolescenti”.

Derrick De Kerckhove – sociologo, assistente di Marshall McLuhan

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