L'Opinione
13 Maggio 2016

Elisangela Annunziato – Quella notte vinse la vita

Ci sono notti che trascorrono lente. Sono quelle notti in cui si spera, si prega per qualcosa o per qualcuno. Credo che sia stata così quella notte. Una notte durante la quale la vita e la morte si sono rincorse, si sono raggiunte per poi sorpassarsi. Quella notte fu la vita a vincere.

Come faccio a saperlo? Se così non fosse stato, oggi non potrei raccontare questa storia. La mia storia.

“La bambina non riuscirà a superare la notte… ha bevuto acqua non potabile e latte scaduto”, disse il dottore. La bimba in questione aveva due mesi, pesava due chili e giaceva in un letto, lì nell’ospedale. Un vetro la divideva da quelli che poi sarebbero stati i suoi genitori, adottivi. Furono forse le preghiere, l’amore di questi ultimi a dare la forza a quella bambina di lottare e di non arrendersi. Quella bambina. Sono trascorsi tanti anni ormai e continuo a chiamarla “quella bambina”, parlando di me in terza persona. Il punto è che la vedo così distante da come sono ora. Non mi riconosco in lei. Eppure è grazie a lei che sono viva.

Se potessi un giorno incontrarla quanto vorrei che fosse fiera di me che dicesse a se stessa: “Ho fatto bene a lottare quella notte, ne è valsa la pena, sono diventata una brava adulta”. Sarà stato, forse, il sentirmela al mio fianco a farmi scrivere il mio primo romanzo, “Il sogno di Francesca”, che tratta dell’adozione, appunto. Volevo testimoniare che è vero, i genitori sono quelli che crescono i figli, e vorrei che altri bambini orfani avessero la mia stessa opportunità: essere adottati. Penso che nella vita a volte per alcune cose serva prima di tutto il cuore. C’è una frase del mio libro che vorrei condividere: “Se c’è una donna che non fa altro, ad ogni ora del giorno, che sentirsi mamma e se c’è un bambino orfano che, ogni ora del giorno, non desidera altro che essere un figlio, da quell’incontro sicuramente nascerà un rapporto madre-figlio”.

Ed allora non mi resta che scrivere: “Cara bambina, spero che un giorno possa essere soddisfatta di avermi fatto crescere, diventare grande e spero che tu possa darmi un po’ della tua grande forza interiore per la realizzazione del mio sogno: la costruzione di un orfanotrofio in quella parte lontana del mondo in cui sono nata, il Brasile”.

Elisangela Annunziato – giornalista e scrittrice

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