L'Opinione
1 Aprile 2016

Gennaro Cirillo – Le 7 intelligenze dei giovani campioni

La mia esperienza sportiva si sintetizza in più di dieci anni di attività agonistica nel mondo della canoa, partecipando a 9 finali di Campionato del mondo, vincendo più di 30 titoli italiani e una medaglia di bronzo alla preolimpica di Los Angeles e dedicandomi ai record, dalla traversata del Lago di Garda da Peschiera a Riva al Giro d’Italia da Venezia a Santa Margherita Ligure, con più di 3000 km in 52 giorni.

Dall’esperienza sportiva, come atleta, sono poi passato all’attività dirigenziale, ed oggi presiedo il Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Canoa, oltre a dedicarmi all’attività sociale con l’Osservatorio Nazionale Bullismo e Doping.

Attraverso l’efficacia di questo ente di grande soddisfazione stiamo intervenendo nelle scuole, non solo per un’attività preventiva, soprattutto riguardo il cyberbullismo, che sta raggiungendo livelli davvero allarmanti – ricordiamo che la seconda causa di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti, è il suicidio – ma anche per un’azione formativa, che abbiamo intitolato “Le 7 intelligenze dei campioni”. L’idea è di estrarre e trasferire ai ragazzi dalla nostra esperienza sportiva quelle abilità che abbiamo voluto chiamare in questo modo, “intelligenze”, che possono essere a nostro avviso applicate alla vita di tutti i giorni soprattutto dai più giovani, i quali sono nel momento più delicato e importante della loro crescita e formazione.

Abbiamo quindi scomposto il progetto, dunque, in intelligenza agonistica, cioè la capacità di prepararsi ad affrontare una sfida; intelligenza emozionale, capacità di lettura e di gestione delle emozioni, elemento di immenso rilievo nella formazione equilibrata dei ragazzi, anche contro le forme di disagio; intelligenza decisionale, comportamentale, che istruisce la coscienza al valore delle selezioni, anche per l’impatto che queste possono avere sui destini di persone, cose ed eventi; intelligenza della comunicazione, che intendiamo sia esterna sia interna; intelligenza relazionale, vale a dire il senso del ragazzo come tessera di un puzzle sociale, di un gruppo, di una squadra; intelligenza organizzativa, che porta l’esempio della giornata dell’atleta campione nel quotidiano del ragazzo, il quale deve essere campione della propria vita, per realizzare i propri obiettivi e raggiungere altri traguardi; intelligenza etica, che leghiamo al doping ma non solo, come cornice di senso di tutta la struttura formativa e di azione vitale che al ragazzo intendiamo riferire.

Questo modello, quindi, ci consente non soltanto di riportare le nostre testimonianze all’attenzione di ragazzi anche giovanissimi, poiché crediamo che un esempio di sacrificio preparativo, sana competizione e risultati di successo sia la formula migliore per allenare alla vita, con tutte le difficoltà che vi si incontrano, ma anche di dare strumenti, consigli, strategie, abitudini, a nostro avviso di grande importanza soprattutto nei casi di disagio, bullismo ed atti di prepotenza, per gestire al meglio i pericoli, ma anche tutte le sfide, che gli adolescenti hanno e avranno dinanzi, lungo l’avvincente corso della loro esplorazione del mondo.

Gennaro Cirillo – presidente Comitato Regionale Lazio Federazione Italiana Canoa

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