L'Opinione
11 Novembre 2016

Isabella Mastropasqua – Per una conoscenza della devianza adolescenziale

Il Centro europeo di Studi di Nisida, con annesso osservatorio sulla devianza penale degli adolescenti nasce nel 2003 nell’ambito del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Il nostro principale obiettivo è la conoscenza dei fenomeni adolescenziali legati alle devianze, perché qualsiasi intervento/politica che si intenda avviare in materia in tema di prevenzione e di intervento sul disagio adolescenziale è importante che sia preceduto dalla conoscenza, dallo studio sulle concause ed effetti del fenomeno su cui si vuole intervenire. È evidente, e l’esperienza lo conferma, che più dati ed elementi di conoscenza abbiamo a disposizione, più si riesce a programmare politiche, pianificare azioni e strategie efficaci per tentare la risoluzione del problema.

Il Centro Studi è incluso nell’Ufficio Studi e Ricerche del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità , una realtà di ampie attività e di sinergie con attori istituzionali e non ,tutte convergenti verso la logica del costruire innovazione e sperimentare percorsi per migliorare la risposta istituzionale al reato commesso da un minorenne. Ma è anche un luogo di raccolta e sistematizzazione della cultura minorile, quella che negli anni ha consentito di raggiungere risultati di eccellenza e che oggi vede i nostri servizi , visitati da delegazioni europee e internazionali per conoscere le nostre metodologie di lavoro.

Le esperienze che si generano a livello locale per il reinserimento degli adolescenti devianti sono spesso di grande qualità, ma è importante che questa esperienze possano essere conosciute e diffuse in modo sistematizzato. Ecco, questo è uno dei gli aspetti critici: la mancanza di sistematizzazione dei dati, deficit che vede l’Italia purtroppo ancora in coda rispetto ad Paesi europei; ciò non consente di formalizzare l’innovazione che in molti casi si produce e funziona benissimo. Il senso è, a mio avviso, inquadrare necessariamente le esperienze in procedure di tipo scientifico; viceversa, è la dispersione delle buone pratiche e tutto ciò non consente una buona veicolazione della conoscenza.

Dunque, l’obiettivo del Centro Studi è proprio questo: promuovere ricerca-azione, una ricerca non fine a se stessa, bensì immediatamente orientata alla pratica e sperimentata nella definizione di nuove metodologie. Ciò produce risultati che riusciamo a disseminare nella collana che curiamo, I numeri pensati, che presenta i risultati sui temi progressivamente affrontati, come la mediazione penale, le pratiche del lavoro con la famiglie dei minori autori di reato, l’analisi della recidiva, il probation, lo sfruttamento del lavoro minorile, i giovani adulti ed altro ancora.

Rispetto agli scenari futuri, farei una riflessione sul fatto che oggi si cominciano a vedere i primi segnali di un uso consapevole della ricerca scientifica applicata alle scienze umane. Il giro di boa di questa crescente sensibilità lo verificheremo nell’applicazione concreta della riforma della giustizia minorile e oggi anche di comunità. Ci auguriamo, pertanto, che si possa continuare in questa direzione, non snaturando le peculiarità di luoghi istituzionali, come l’Ufficio Studi e la sua articolazione a Nisida, che hanno prodotto know-how rafforzando il legame tra la ricerca e le politiche di prevenzione della devianza minorile. Realtà che ha presidiato il diritto, sancito a livello internazionale, di una giustizia minorile dedicata e specializzata a prendere in carico la vulnerabilità dei minore e della sua famiglia, quando incontrano il circuito penale.

Isabella Mastropasqua – Dirigente Ufficio Studi, ricerche e attività Internazionali – Centro Europeo di studi di Nisida, Dipartimento per la Giustizia Minorile e di comunità

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