L'Opinione
31 Gennaio 2015

Ivano Abbruzzi – Infanzia ed educazione: una priorità nel nostro paese

“In una nuova stagione della vita politica italiana, tra le piccole e grandi difficoltà del Governo Renzi a cercare e trovare direzioni migliorative per il nostro paese e risultati concreti in tempi possibili, è davvero necessario tornare a discutere sulle tematiche dell’infanzia e soprattutto sulla centralità dell’educazione come chiave dello sviluppo umano e sociale.

Da un lato, è importante cogliere il segnale positivo che deriva dalle intenzioni e dalle prime azioni del Governo in materia di istruzione: in particolare, la scuola, primaria agenzia educativa, viene rilanciata anche come garante di un’educazione per tutti i bambini e le bambine, a contrasto, con nuove strategie e nuove risorse, della piaga dell’abbandono scolastico; al contempo, inoltre, dobbiamo oggi assicurarci che sia la riforma della scuola sia più in generale il tema dell’educazione siano affrontati da una giusta prospettiva e in modo più moderno e consapevole.

Innanzitutto, preme dire che l’educazione va intesa come un’attività globale: riguarda molteplici agenzie e riguarda ogni gesto che ogni individuo compie, che è per sua natura sociale ed educativo. “Ogni uomo è un educatore” recita una bellissima campagna delle Fondazione Patrizio Paoletti. Ancor più, l’educazione riguarda ogni fase ed ogni campo della vita dell’uomo: traccia quindi un processo life-wide e life-long che mira ad estrapolare i migliori potenziali da ogni individuo e a costruire la realtà sociale in modo creativo e innovativo.

La chiave è nella definizione degli obiettivi educativi: costituendoli non solo nell’area delle conoscenze culturali e delle competenze trasversali e tecniche, ma guardando a quelle capacità interiori che l’individuo matura con sforzi intenzionali e che proprio l’educazione può indicare e facilitare. Ci riferiamo qui a tutta la sfera di competenze, oggi più che mai centrali, per un rilancio reale della nostra società: sono quelle afferenti alla sfera emotivo-relazionale, del tutto assenti in buona parte dell’educazione in famiglia e a scuola; quelle situate nel campo dell’auto-consapevolezza, che permettono all’individuo di trarre il meglio dalle proprie risorse e di produrre comportamenti resilienti attingendo alle più profonde delle proprie motivazioni, fino alla dimensione della prefigurazione e della creatività. Sono queste le competenze di cui da sempre l’uomo ha necessità e che oggi, in tempo di cambiamenti e in uno scenario di crisi, possono condurci a vedere opportunità tra le tante difficoltà, a produrre iniziative in un ambiente inerte, a vedere correttamente il patrimonio celato nella sfera delle relazioni per rilanciarsi. Ciò di cui abbiamo bisogno, ora, come l’aria che respiriamo!

Il ruolo dell’educazione è dunque centrale, perché queste capacità, tutt’altro che innate (se non in embrione), si insegnano, maturano con l’esercizio e si avvantaggiano dell’esempio di chi le manifesta attorno a noi.

Su queste capacità occorre quindi investire ed è questa consapevolezza che vorremmo oggi vedere, chiara e forte, quale focus prioritario di una progettualità politica nazionale, che desidera innovare ed aiutare un paese ad uscire da un momento difficile, educandolo ad apprendere ciò che questo momento particolarissimo ha da insegnare”.

Ivano Abbruzzi – presidente Fondazione L’Albero della Vita

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