L'Opinione
26 Maggio 2017

Laura Bartoletti – Il grande gioco del dibattito

“Conoscerò l’argomento di cui discutere, ricercando dati verificabili e fonti attendibili, ascolterò e utilizzerò la parola per convincere e non per manipolare, dubiterò per poter argomentare meglio e sostenere la mia posizione, la parola sarà strumento di dialogo, mi divertirò a giocare con le parole e a stimolare il confronto, rispetterò i miei compagni, la squadra avversaria, i giudici, i formatori e il regolamento, riconoscerò la libertà di opinione e come tale la rispetterò in virtù del bene comune, osserverò la società e mi farò portatore dei suoi bisogni. Sono questi i valori che ispirano il codice del disputante, che abbiamo liberamente tratto e tradotto dal testo di Schneider e che abbiamo scelto come rituale di apertura del torneo di debate. Le giovani generazioni sono continuamente sollecitate da sfide di tipo sociale, educativo e culturale. Vedersi cambiare in un mondo che cambia e sentirsene parte comporta anzitutto conoscere e comprendere i grandi temi che caratterizzano l’epoca attuale e che si intrecciano inevitabilmente con l’esistenza dei giovani stessi, ricadendo in vari modi sulla loro quotidianità. Ed ecco dunque che, come nel caso del progetto Di-Battiamoci! della Fondazione L’Albero della Vita, percorsi di questo tipo possono avviare il potenziamento di una cittadinanza democratica, partendo dal contesto preferenziale della scuola, per lo sviluppo della capacità di osservare gli eventi in una prospettiva critica e costruttiva, di definire griglie concettuali utili a comprenderli, di apprendere il confronto con l’altro attraverso l’uso consapevole e creativo della parola. Nella mia personale esperienza, dai primi passi alle grandi finali dei tornei di dibattito, ho assistito a processi di crescita individuale e collettiva davvero splendidi, guidati da ragazzi che si sono messi grandemente in gioco, perché sì il debate è certamente un gioco e come tale necessita di passione, intimo convincimento, serietà, coesione con i compagni di squadra. E, proprio come tutti i giochi, rappresenta soprattutto per i più giovani una grande possibilità di apprendimento”.

Laura Bartoletti, responsabile programma Pianeta Nuovo della Fondazione L’Albero della Vita

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