L'Opinione
22 Giugno 2017

Lorenzo Papapietro – Infanzia e Filosofia

“Se non ci fosse la luce, noi esseri umani non saremmo in grado di vedere quanto ci circonda. Senza luce inoltre le piante stesse non avrebbero modo di crescere e prosperare. Ecco perché abbiamo bisogno di luce. E in particolare di luce filosofica. Nasce così le “Luci di Sofia”, una rete che intende promuovere quelle pratiche filosofiche contemporanee che rappresentano appunto le luci attraverso cui rendere visibile e reale la pianta della filosofia e permetterle di svilupparsi. La nostra rete si dedica soprattutto ai laboratori di filosofia con i bambini e gli adolescenti. Non esiste infatti un’età in cui non sia possibile e non abbia senso fare filosofia. Oltretutto i mondi dell’infanzia e dell’adolescenza sono mondi vicinissimi allo spirito filosofico originario, vicinissimi a quella maraviglia per tutto ciò con cui si viene in contatto, a quella curiosità e a quello spontaneo desiderio di conoscenza che costituiscono buona parte del senso della filosofia. Noi crediamo che sia fondamentale portare nelle scuole la filosofia e l’atteggiamento filosofico sulla vita già molto prima delle scuole secondarie di secondo grado.

È quando ci si ritrova in mezzo a un laboratorio, quando si ascolta il punto di vista inaspettato e profondo di un bambino e i ragionamenti di una mente libera da pregiudizi e desiderosa di conoscere, quando ci si ritrova dentro un dialogo filosofico partendo da un semplice dipinto o dalla lettura di un racconto, è allora che si sente di essere-nella-filosofia e si comprende l’importanza di quello che si sta facendo. Nostra intenzione non è insegnare la storia della filosofia, che per quanto importante rimane solo una parte di ciò che è la filosofia. Noi non vogliamo insegnare nulla. Abbiamo solo una cosa da trasmettere: l’atteggiamento filosofico.

Ecco quindi che durante un laboratorio, per esempio sull’ambiente, noi non invitiamo i ragazzi al rispetto per la natura e al senso ecologico generale; noi non intendiamo trasmettere contenuti, non c’è nulla di giusto o di sbagliato in sé, né quindi pensiamo di possedere una verità che non esiste. È col ragionamento che ognuno maturerà le proprie riflessioni e convinzioni sul tema trattato. Anzi durante un gioco, quello del confronto, i bambini vengono divisi in due gruppi, il primo dovrà trovare argomenti a sostegno di una tesi (per esempio la tesi secondo cui è giusto rispettare l’ambiente e non buttare rifiuti nella natura), mentre il secondo dovrà difendere la tesi opposta; e non saranno i bambini a scegliere di quale gruppo far parte in base alla tesi che condividono ma, indipendentemente dalle loro idee, si ritroveranno casualmente in un gruppo o nell’altro. Ecco così che potrà emergere la capacità di immedesimarsi in altri punti di vista, anche diversi dal proprio, di mettersi in gioco, di aprirsi e di provare a riflettere su altre posizioni invece di non prenderle neanche in considerazione in virtù di pregiudizi. Ogni tesi, ogni idea va messa in discussione, anche la propria.

Quello che sta succedendo oggigiorno è che i bambini non vengono stimolati alla riflessione filosofica e quindi, crescendo, perdono quell’atteggiamento filosofico spontaneo che avevano quando erano piccoli e che, se avesse trovato terreno fertile per crescere e articolarsi a scuola, si sarebbe poi mantenuto e ulteriormente sviluppato nell’età adulta. Riteniamo un crimine perpetrato dall’essere umano contro se stesso questo privarsi della possibilità della filosofia che dovrebbe invece far parte del normale programma didattico di ogni scuola primaria e secondaria, senza che sia necessario l’intervento di laboratori esterni che colmino questa fondamentale mancanza. Un bambino che non sviluppa oggi la capacità critica, che tanta parte è dell’atteggiamento filosofico, domani sarà un adulto che non penserà con la propria testa ma si lascerà pensare dai pensieri di massa lasciando che altri pensino per lui”.

Lorenzo Papapietro – creatore della rete filosofica “Le luci di Sofia”

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