L'Opinione
21 Novembre 2014

Maria Teresa Cesaroni – Il circo sociale e le emozioni dei bimbi

“Benchè il Circo Sociale sia una metodologia grandemente diffusa in tutto il mondo e da circa dieci anni si stia diffondendo molto anche in Italia, ancora non se ne ha una grande conoscenza e spesso alla parola circo viene associata la vecchia immagine di circo equestre che domina nell’immaginario collettivo. Il circo ovviamente è molto di più di questa vecchia immagine ancora a tutti molto cara; il circo contemporaneo già da anni ha preso le scene artistiche fondendosi ad altri linguaggi e popolando con la sua magia le scene di cultura contemporanea più ufficiali, ed anche il Circo Sociale sta facendosi strada per il suo riconoscimento ufficiale: l’efficacia del Circo Sociale è sostenuta da un’ormai ampia letteratura che si radica in discipline come la psicologia, la sociologia, l’antropologia e le scienze motorie.

Con l’espressione Circo Sociale si indica una metodologia che utilizza le arti circensi come mezzo per la diffusione della giustizia e il benessere sociale, una gestione responsabile del proprio percorso di crescita e della coesione sociale, attraverso il contrasto al disagio e l’ampliamento delle opportunità di partecipazione e sviluppo individuale e comunitario.

Le attività e le modalità d’intervento dei laboratori di Circo Sociale offrono ai minori la possibilità in prima istanza di sperimentarsi in modi differenti da quelli comunemente vissuti; successivamente questi stessi ragazzi potranno cambiare anche l’idea di come si pongono nel mondo; infine anche gli altri potranno cogliere questa trasformazione. Ciò che accade in questi contesti è la possibilità di rompere lo stereotipo, la possibilità che i ragazzi comincino a raccontarsi, viversi e sentirsi anche in maniera differente da come si percepivano o da come la società li ha percepiti fino a quel momento. Dunque parliamo dell’incredibile capacità di trasformazione presente in ogni bambino, in ogni ragazzo, che il circo sociale vuole stimolare. Il circo inoltre è un mondo magico ed attraente capace di coinvolgere anche i bambini più chiusi e resistenti, le sue discipline che richiedono un grande impegno fisico, di concentrazione, coordinazione e collaborazione sono sia mezzi privilegiati per una migliore percezione del proprio corpo e una conseguenziale cura di esso sia mezzi meravigliosi per passare quei principi necessari come il rispetto delle regole, la collaborazione, il rispetto di sé e degli altri, la costanza e l’impegno, che permettono a bambini e ragazzi di affermare loro stessi; essendo poi una disciplina artistica offre grandi occasioni ai loro bisogni espressivi, trasformandosi a volte in un vero e proprio canale per raccontare e metabolizzare anche trascorsi difficili.

Da ormai dieci anni dirigo la Scuola di Circo Corsaro, un progetto di circo sociale situato a Scampia (periferia tristemente famosa di Napoli) rivolto ai bambini e ai ragazzi del quartiere e a quelli provenienti dai vicini campi Rom, e parallelamente svolto in forma di laboratorio nelle scuole del quartiere per contrastare gli “abbandoni scolastici”. Ogni anno abbiamo tra i cento e i centocinquanta piccoli allievi circensi che vengono attratti dal sogno del circo e che impegnano le loro energie e gioie tra trapezi, tessuti, sfere d’equilibrio e giocoleria. Mi piace pensare a questo come un piccolo mondo protetto, era così che l’ho immaginato circa 15 anni fa quando ho iniziato ad accarezzare questo sogno, un posto protetto dove potersi esprimere, imparare a rispettare ed essere rispettati e soprattutto credere in se stessi e nei propri sogni. Certo non è semplice gestire tutto questo, innanzitutto formare un’equipe specializzata con una formazione ed esperienza adeguata, tanto che molti dei miei collaboratori vengono da fuori.

Oggi in Italia esiste tuttavia un gran fermento ed insieme ad altri sette esperti del settore abbiamo formato il progetto AltroCirco per lo sviluppo e il riconoscimento del Circo Sociale in Italia, creando una piattaforma di scambio e crescita per chi si occupa del settore, occupandoci di formazione, ospitando in Italia finalmente le formazioni per formatori in circo sociale del Cirque du Soleil, che vedono in campo me ed altri tre formatori italiani, oltre che nel Corso Universitario già attivo presso l’Università di Torvergata nella Facoltà di Scienze motorie “Per lo studio delle attività motorie applicate alle attività circensi”.

Oltre tutto ciò, il circo sociale genera in me emozioni ancora molto grandi e semplici, che si ripetono ogni volta che faccio salire per la prima volta un bambino sul trapezio o quando guardo i più grandi insegnare ai più piccoli con cura ed attenzione e ogni volta che si accende lo sguardo di uno di loro che all’improvviso sa che ce la può fare, che i sogni esistono, che lui è speciale…”

Maria Teresa Cesaroni – direttrice artistica e pedagogica della Scuola di Circo Corsaro

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