L'Opinione
8 Maggio 2015

Salvatore Rotondi – Prendersi cura dell’infanzia nell’abbraccio multistrato

“Nell’attuale realtà quotidiana, in questa nostra società liquida – per dirla alla Bauman – infanzia ed adolescenza rappresentano, più che mai, fasi dell’esistenza in cui i soggetti affrontano concretamente paradossi e contraddizioni della vita. Alla ricerca di un’identità che (anche grazie agli ambienti virtuali introdotti e sostenuti dai mezzi multimediali) è diventata non solo cangiante, arcobaleno, ma anche poliedrica, forse caleidoscopica (o, addirittura, olografica), le giovani generazioni evidenziano, con le loro problematiche informate in varie dipendenze, disturbi d’ansia, uso incontrollato di psicofarmaci, cutting, gioco d’azzardo patologico, suicidio, baby gang, dispersione scolastica, analfabetizzazione emozionale, e purtroppo ancora oltre, la singolare (ma molto più spesso gruppale) difficoltà nel vivere il proprio tempo. Organizzazioni di sostegno sociale come quella di cui il sottoscritto si onora di essere il presidente, nello specifico operando attraverso il Modello Multistrato di intervento/analisi gruppale ed istituzionale (Guelfo Margherita, 2012), cercano di affrontare e risolvere il problema; in particolare, ritenendo valide alcune particolari azioni, la nostra spinge a promuovere creatività, vitalità e crescita di reti resilienti e di comunità di persone, contatti e legami sia per coloro che ne fanno parte (contatti interni) sia per gli enti collaboranti (contatti esterni). Un concetto di crescita, quindi, che abbia come oggetto principale l’emersione e la valorizzazione del capitale sociale e culturale, sin dall’età minore, onde comprendere, attraverso una metodologia incentrata sulla lettura delle situazioni e dei contesti multilivello (che leggiamo gruppi, masse, organizzazioni, istituzioni, società, culture) nelle loro valenze psicodinamiche, le varie forme di conflitto sociale e di discriminazione. A questo fine, svolgiamo opera emersiva del potenziale umano, anche giovanissimo, e dell’ambiente in cui esso è calato e vive, onde realizzare l’espressione creativa di Sè, nel rispetto degli altri, del territorio, della comunità, attraverso l’analisi scientifiche delle criticità e delle risorse, all’interno di un’azione mirata alla mediazione tra le diversità, nel rispetto delle autonomie e delle specificità di ognuno. Riteniamo tutto ciò strumentazione, metodo e orizzonte di realizzazione davvero importanti anzitutto nell’agire verso i minori.

Nello specifico, Psicologi in Contatto ha funzione di realizzatore, sul territorio, di promozione sociale (seminari, convegni e conferenze sui temi del rapporto tra psicologia, istituzioni e gruppalità sociali), di formazione/aggiornamento professionale e sostegno alle dinamiche psicoaffettive, non solo a livello individuale (attraverso sportelli d’ascolto e di contrasto alla violenza, consulenza on-line, formazione e aggiornamento professionale, etc.), ma anche e soprattutto interpersonale, sistemico, istituzionale ed inter-istituzionale (interventi scolastici, analisi dei campi emozionali delle pubbliche amministrazioni, diagnosi ed intervento per contrastare le problematiche legate allo sviluppo, contrasto alla ludopatia, monitoraggio e verifica del proprio lavoro con pubblicazione di relativi articoli, etc.), attivando reti di collaborazione con il fine di ottenere un cambiamento che sia realmente trasformativo per le comunità umane e civili. Ancora una volta, l’azione sul vaso in corso di formazione è di gran lunga migliore della stessa svolta a seguito di una sua possibile brecciatura o, addirittura, rottura.

Il motto della nostra Associazione (che ne riassume anche la filosofia) è racchiuso nella seguente frase: “Uniti nella diversità, per un cammino con_diviso”. Perché la valorizzazione dell’individuo, proprio e in particolar modo durante l’infanzia e l’adolescenza, nelle sue capacità e nel suo contributo sociale, passa inevitabilmente per il riconoscimento crociato delle competenze degli individui e per il riconoscimento della gruppalità stessa come unità complessa e rete resiliente”.

Salvatore Rotondi – presidente Psicologi in Contatto ONLUS

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