L'Opinione
13 Febbraio 2015

Sergio Cuomo – Contro il bullismo con la forza della tenerezza

In quasi vent’anni di attività di prevenzione e contrasto al fenomeno della disperzione scolastica, tante volte mi è capitato di dover affrontare la problematica più interna, più taciuta eppure più determinante del bullismo, un fenomeno che vede coinvolti sempre più bambini e che può provocare seri danni nello sviluppo psicofisico, oltre a causare un approccio sbagliato e fortemente demotivato nei confronti della scuola. Sappiamo che più di 1 adolescente su 3 ha denunciato negli ultimi anni di aver subito atti di bullismo o di cyberbullismo più recentemente. E sappiamo anche che per paura di essere vittime di ulteriori ripercussioni, i piccoli non ne parlano a casa con i propri genitori, o lo fa solo uno su cinque, che lascia i quattro bambini o ragazzi rimanenti vulnerabili di fronte al perciolo. Sappiamo che sono brutte parole, espressioni offensive, minacce e violenze fisiche, e che talvolta si sfiora o si compie la tragedia più nera.

Sul web il bullismo è diventato informatico, si chiama cyberbullismo e questa settimana il Safer Internet Day ha cercato ancora una volta di esaminare condizioni e soluzioni del problema, che non si esaurisce all’interno di un singolo gruppo ma appunto si rilancia attraverso la rete, raggiungendo gruppi più ampi con ripercussioni sia nella vita scolastica sia all’interno del gruppo di classe. Si diventa cyberbulli sempre per la stessa ragione, il desiderio preoccupantemente adolescenziale di intimidire e dominare; le vittima sperimenta una condizione di profonda sofferenza, le cui conseguenze possono manifestarsi anche molto tempo dopo la fine dei soprusi. Di questi giorni è un fiorire di iniziative che trovo più decise, molto meno provvisorie delle precedenti, finanche disegni di legge nazionali e locali pronti a mettere un punto.

Soprattutto dentro le scuole, ogni organizzazione che opera in tale ambito dovrebbe tentare di ridurre gli episodi della peggiore forma di denigrazione tra giovani o tra giovanissimi, perchè questa può coltivare il germe dell’odio; dovrebbe sostenere i docenti, fornendo loro gli strumenti utili per la rilevazione e per la risoluzione del problema, coinvolgere le famiglie, insegnare a rilevare e affrontare il problema e anzitutto a non minimizzarlo; dovrebbe sensibilizzare le istituzioni e spronarle ad attivarsi in tal senso e far sì che i ragazzi stessi parlino ed affrontino le proprie paure e i propri timori consapevoli di non essere soli.

Dobbiamo dunque impegnarci tutti, perché il bullismo sconvolge la crescita di troppi ragazzi e determina una conseguenza negativa anche sulla comunità sociale, che deve rendersi partecipe; solo così otterremo, nel medio periodo, risultati effettivi e potremo essere d’aiuto ai ragazzi. È importante diffondere socialità e cultura, contrastare ignoranza e pregiudizi e arginare la tendenza alla prevaricazione e alla prepotenza, un antidoto per frenare la crescente esclusione sociale. Nel corso degli anni abbiamo imparato all’inverso che la cooperazione e le sinergie sono fondamentali, e sono migliaia i ragazzi che hanno beneficiato della nostra azione educativa, nello specifico dei nostri programmi che partono dal metodo one-to-one di Mrs. Matilda Raffa Cuomo e che, oltre l’azione di mentorato, vanno incontro con la forza della tenerezza verso ragazzi che, prim’ancora di creare disagio nei propri coetanei o nei più piccoli, hanno bisogno di un aiuto concreto che li svesta a loro volta di un disagio che ne oscura il cuore certamente buono“.

Sergio Cuomo – presidente Mentoring USA/Italia Onlus

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