L'Opinione
5 Giugno 2014

Simona Chiapparo – Media Generations: il futuro in gioco

L’interesse per stili di vita sostenibili e solidali non può prescindere da una rinnovata e consapevole attenzione per la salute dei minori.

L’incessante evoluzione delle tecnologie info-mediatiche sta generando una profonda trasformazione della società, evidente nella dimensione pubblica, così come in quella privata, con ripercussioni importanti sulle dinamiche relazionali e sulle strutture familiari. In tale prospettiva, il significativo mutamento degli stili di vita e delle abitudini dei bambini e degli adolescenti assume un significato cruciale. L’invasione dei media digitali nella vita quotidiana determina fenomeni sociali di allarme, quali le ludopatie, soprattutto se si considera che sono a rischio anche i minori. E’ in atto un accesso dibattito legislativo circa la necessità di introdurre una regolamentazione più stringente in materia di accesso a tutti i meccanismi fautori di addiction, dai luoghi fisici e virtuali del gioco d’azzardo (sale bingo, slot machine) alle varie app per smartphone e altri devices rivolti ai minori che, pur non offrendo vincite in denaro, sarebbero in grado di provocare comportamenti compulsivi, quindi reazioni tipiche dell’azzardo. Ma, al di la di un necessario e mirato intervento giuridico, occorre interrogarsi sulle responsabilità civili e sociali nei confronti del palese disagio socio-affettivo che, indubbiamente, sottende il dilagare delle ludopatie anche in età evolutiva. Alcune aziende stanno investendo in studi di settore e di fattibilità per progettare slot machine dedicate ai bambini, chiaramente focalizzate su un target economicamente strategico di fragilità, come da tempo evidenzia Marco Dotti su Vita Magazine. Tuttavia a connotare tali dinamiche commerciali di qualità potenzialmente pericolose per la salute dell’infanzia sono, in primo luogo, i processi trasformativi che stanno attraverso la famiglia. L’odierno ambiente familiare è saturo di dispositivi informatici, il cui utilizzo da parte dei figlio avviene generalmente al di fuori di qualsiasi attenzione parentale, oltre a risultare significativamente indebolito nelle proprie trame relazionali e affettive. Segnata dalla odierna crisi socio-economica, contaminata da modelli culturali sempre più incentrati sul culto edonistico di un’individualità vacuamente fine a se stessa, la famiglia manifesta una debolezza organica che si ripercuote sul benessere dei minori. In assenza di quelle vitali mappe emotive che la famiglia dovrebbe fornire – come sottolineato da Umberto Galimberti – i bambini e adolescenti sono lasciati soli ad immergersi nel nuovo mondo dell’attuale epoca digitale. Un’interessante indagine promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), presentata all’International Pediatric Congress on Environment, Nutrition and Skin Diseases di Marrakech (24-26 aprile 2014), fornisce dati allarmanti in merito all’esposizione dei bambini e degli adolescenti al rischio di sviluppare ludopatie. Secondo quest’indagine, circa la metà del campione nazionale di famiglie reclutate dichiara che i propri figli, anche di età inferiore ai dieci anni, partecipano alla loro frequentazione di sale bingo, partecipando fra l’altro all’utilizzo di videolottery, giochi di videopoker online, oltre di vari strumenti tecnologici (smartphone, tablet) con applicazioni incentrati sulla simulazione dei giochi d’azzardo. La situazione è inquietante soprattutto nelle regioni meridionali, dove le famiglie intervistate hanno dichiarato di non assumere nessun tipo di precauzione verso la possibilità che i figli in autonomia possano dedicarsi ad attività di vario tipo nel gioco d’azzardo. Eppure il gioco d’azzardo non risponde a nessuno dei valori intrinseci alle azioni ludiche da riservare ai minori in quanto, privato di qualsiasi qualità simbolica e creativa, produce disforiche esperienze di perdita del limite che, stravolgendo le categorie spazio-temporali, causano una sostanziale dipendenza verso auto riverberanti sensazioni di rischio.

Prima ancora che si abbiano congrue risposte da parte delle istituzioni, sarebbe necessario che gli adulti compiano uno sforzo di attenzione e un dovuto esercizio di lucidità, per tentare di arginare l’epidemia di cecità emotiva che sta colpendo sempre più bambini e adolescenti. Una prima azione che gli adulti potrebbero tentare sarebbe l’acquisizione di una diversa consapevolezza di se stessi, provando ad abbandonare il ruolo coercitivo di attori passivi della società dei consumatori. Per tramutarsi in esseri umani capaci di incontrare i bambini e trasmettere loro i valori originari del gioco: una  libera e creativa esperienza del mondo“.

Simona Chiapparo – Responsabile area ricerca e progettazione psico-sociale Ariete Onlus

Simona Chiapparo

Responsabile ricerca e progettazione

Ariete ONLUS

Italia

Responsabile dell’area ricerca e progettazione psico-sociale per Ariete Onlus, Ente Autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli ambiti di interesse e di studi con Ariete Onlus e Centro Studi Ksenia sono cooperazione internazionale, psicologia dell’età evolutiva, etnopsichiatria, urbanistica. Promotrice per Ariete Onlus dell’iniziativa 4F, le “quattro effe” per lo sviluppo dell’umano: Family, Friendship, Faith, Future. Membro, come rappresentante di ARIETE Onlus, del Consiglio Nazionale di ForumSAD.

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