L'Opinione
28 Maggio 2015

Simona Chiapparo – Sulla stepchild adoption, ovvero sulla libertà dell’amore

(…) la terra reca sul proprio saldo suolo recinzioni e delimitazioni, pietre di confine,mura, case ed altri edifici. Qui divengono palesi gli ordinamenti e le localizzazioni della convivenza umana. Famiglia, stirpe, ceppo e ceto, tipi di proprietà e di vicinato, ma anche forme di potere e di dominio, si fanno pubblicamente visibili”. Nel 1950, Carl Schmitt pubblicava Der Nomos der Erde im Völkerrecht des Jus Publicum Europaeum, con cui dipanava la sua analisi sulle categorie del politico, a partire da un’indagine etimologica intorno al lessico giuridico. Indagine che lo condusse a riflettere sull’origine del termine “nomos”, tradotto con la parola “legge”, ma di fatto derivante dal verbo “nemein” che significa “prendere/conquistare”.

La questione delle famiglie omogenitoriali, recentemente riaccesa in relazione alla proposta di un disegno di legge sulle unioni civili, al di là dei contrastanti pareri emersi nel dibattito all’interno delle istituzioni e della società civile, richiederebbe una rilettura dell’intera vicenda alla luce del pensiero del giurista e filosofo tedesco. Soprattutto se si considera che uno dei contenuti del ddl riguarda la cosiddetta step child adoption: ossia l’istituto giuridico di matrice anglossassone (introdotto anche in altri paesi europei, quali Svezia, Norvegia e Danimarca) che riconosce – a chi sia in una convivenza registrata – l’adozione dei figli biologici o adottivi del partner del medesimo sesso.

L’opportunità di introdurre, anche in Italia, tale istituto è oggetto di intense controversie, prima di tutto da parte di chi difende la forma tradizionale della famiglia.

Eppure, rappresenta un dato oggettivo di realtà, quello relativo all’esistenza in Italia di circa 100.000 bambini con famiglie omogenitoriali, nati o all’interno di precedenti relazioni di uno dei due partner, oppure all’estero, grazie alla procreazione assistita eterologa o alla cosiddetta gestazione d’appoggio. Uno scenario che rimanda alla tematica del diritto all’ accesso paritario, per tutti, alla medicina sia curativa che riproduttiva, da cui scaturiscono ulteriori discussioni di ordine bioetico, oltre che giuridico. Discussioni senz’altro accettabili, a patto di non dimenticare l’esistenza di questi minori – figli di coppie omosessuali – che, al di là di tutto, occorre tutelare. Bambini e adolescenti che vivono un spazio relazionale reale, anche in assenza di una certificazione legislativa. Dunque, l’introduzione della stepchild adoption rappresenterebbe uno degli strumenti giuridici volti a garantire il superiore interesse di questi minori, in linea con quanto sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950 in materia di protezione della vita familiare. Tuttavia, riprendendo le tesi di Carl Schmitt, varrebbe la pena interrogarsi sul ruolo assunto dalle istituzioni politiche e giuridiche nella sfera intima e privata delle relazioni familiari. Su quanto sia divenuto pervasivo questo ruolo, al punto da pretendere di poter svolgere dibattiti parlamentari e querelle popolari mediatiche su una delle dimensioni più autentiche dell’umano. La possibilità di creare relazioni di affetto e di cura: l’occasione di scegliersi e di riconoscersi come genitori e figli, la libertà di provare amore anche al di là di vincoli di parentela.

Simona Chiapparo – Responsabile area ricerca e progettazione psico-sociale Ariete Onlus

Simona Chiapparo

Responsabile ricerca e progettazione

Ariete ONLUS

Italia

Responsabile dell’area ricerca e progettazione psico-sociale per Ariete Onlus, Ente Autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli ambiti di interesse e di studi con Ariete Onlus e Centro Studi Ksenia sono cooperazione internazionale, psicologia dell’età evolutiva, etnopsichiatria, urbanistica. Promotrice per Ariete Onlus dell’iniziativa 4F, le “quattro effe” per lo sviluppo dell’umano: Family, Friendship, Faith, Future. Membro, come rappresentante di ARIETE Onlus, del Consiglio Nazionale di ForumSAD.

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