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RAPPORTI

ALLA CALABRIA IL PRIMATO DELLE NASCITE

I dati emergono da un'indagine sociologica: il "Rapporto sulla condizione e il benessere dei bambini e degli adolescenti in Calabria", il primo del genere, commissionato all'Istituto degli Innocenti di Firenze dall'Autorità Garante per l'infanzia e l'ado

30 Luglio 2012
Gazzetta del Sud - La Calabria ha il primato nazionale nella popolazione di bambini e adolescenti e conta  più stranieri residenti del resto del Mezzogiorno (nella regione nascono 5 su cento ed è record fra tutte le regioni del Sud). Un altro primato (negativo) riguarda i nidi d'infanzia (222 in tutte e cinque le province) e la stragrande maggioranza dei servizi (quasi il 90 per cento) è offerta dai privati. I calabresi risultano, in assoluto, i più precoci utenti di telefonini d'Italia, con 26 bambini su cento (tra i 6 e i 10 anni) che usano un proprio cellulare. I dati emergono da un'indagine sociologica: il "Rapporto sulla condizione e il benessere dei bambini e degli adolescenti in Calabria", il primo del genere, commissionato all'Istituto degli Innocenti di Firenze dall'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria e dall'Assessorato regionale alle politiche sociali. Lo studio completo, che verrà presentato dopo la pausa estiva, viene anticipato da una sintesi di venti pagine curata dall'equipe dell'Istituto fiorentino: «Questo report sulla condizione dei minori - spiega l'on. Marilina Intrieri, Garante per l'infanzia e l'adole scenza della Regione Calabria - è la prima tappa di un percorso condiviso all'interno della Regione. Delineare un primo profilo della condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in Calabria è solo l'inizio di un lavoro impegnativo quanto indispensabile. Insieme all'Assessorato regionale competente abbiamo congiuntamente ritenuto necessario avviare un percorso che porti alla costituzione dell'Osservatorio regionale sull'infanzia l'adolescenza, quale strumento di analisi, monitoraggio e supporto alle politiche regionali e locali». Tra le anticipazioni dello studio c'è il dato della presenza di bambini e adolescenti nella regione. La quota della popolazione minorile nell'ultimo decennio è passata da oltre il 20% dei primi anni del 2000 al 17,5% del 2011. Scendendo più nel dettaglio, il numero maggiore di minorenni si trova nella provincia di Crotone (19,6% della popolazione); seguono le province di Reggio Calabria e di Vibo Valentia (18,3%), la provincia di Catanzaro (17,1%) e infine la provincia di Cosenza autori dello studio - ne derivano suggerimenti e piste di lavoro utili. La Calabria, ad esempio, presenta ancora un tasso di mortalità infantile (0-14 anni) superiore, sia pur di poco, al tasso nazionale (4,1% contro il 3,3% complessivo dell'Italia). Tale tasso, che si è quasi dimezzato nell'ultimo decennio, si concentra nella fascia 0-4 anni, con 75 decessi su 91 complessivi. C'è poi il dato dell'abbandono dei percorsi formativi. Solo il 77,9% dei calabresi fino a 19 anni raggiunge il diploma; l'abbandono nel corso della carriera scolastica è significativo in particolare alla fine del primo anno scolastico, ove si concentra un 12,8% di abbandoni». C'è, infine, il capitolo che riguarda i comportamenti devianti e i reati che vedono come protagonisti i minorenni. La percentuale è aumentata negli anni rispetto al totale delle persone denunciate, in linea, però, con quanto avvenuto nel Paese. C'è un inquietante elemento, che forse può ricondursi alla massiccia presenza della 'ndrangheta sul territorio, che differenzia la Calabria dal resto del contesto nazionale e anche dalle altre regioni del Sud. Si tratta della tipologia di reato: la quasi totalità dei minorenni calabresi (89,1%) è denunciata, infatti, per reati diversi dal furto, percentuale di quasi 20 punti più alta di quella nazionale e di 10 punti più alta di quella del Mezzogiorno; otto minorenni calabresi su cento sono accusati di reati che li collocano in qualche modo nella sfera del crimine.

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