Rassegna stampa

Aleppo Est, la vita dei bambini a rischio: manca tutto, persino i cibo

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Per i bambini nella zona est di Aleppo – che siano sani o malati – la situazione è ogni giorno, ogni ora più critica. Cibo, acqua potabile e cure mediche stanno diventando sempre più scarsi, mentre il personale medico fa di tutto per affrontare il gran numero di feriti. Almeno 136 bambini sono stati uccisi e altri 468 sono stati feriti da attacchi aerei dal 22 settembre a inizio novembre. Gli ospedali dove vengono trattati sono disperatamente sovraffollati e a corto di personale, forniture mediche e letti di terapia intensiva. “I nostri ambulatori sono sopraffatti”, dice l’infermiere del pronto soccorso Abu Al Motassem. “Riceviamo tra i 120 e i 150 bambini ogni giorno. Abbiamo ricevuto un bambino che aveva bisogno di essere ammesso al reparto di terapia intensiva, ma siamo stati costretti a tenerlo nel reparto. Non ce l’ha fatta e purtroppo è morto”.

Solo due pediatri e due studenti dell’ultimo anno. Dei sette ospedali ancora in funzione ad Aleppo Est, solo uno è specializzato nel trattamento dei bambini. Ci sono quattro pediatri – due medici qualificati e due studenti di medicina dell’ultimo anno – nella zona assediata, ma nessun chirurgo pediatrico. La carenza di personale medico ha già avuto conseguenze fatali, secondo Al Motassem. “Abbiamo avuto un bambino che aveva bisogno di un intervento chirurgico per un diverticolo esofageo, ma non siamo riusciti a trovare un medico disponibile in tutta Aleppo Est. Qualunque chirurgo pediatrico avrebbe potuto farlo, perché è un’operazione facile. Ma non c’era un chirurgo disponibile, e il bambino è morto.”

Strade bloccate: impossibilile cure specialistiche. Circa 1.500 bambini attualmente ricoverati hanno bisogno di cure mediche specialistiche che non sono disponibili nella zona assediata della città, ma con tutte le strade fuori città impraticabili, non è possibili trasferirli. Tra loro ci sono bambini con il cancro, anomalie congenite e danni cerebrali, e altri che necessitano di specifiche cure d’emergenza.

Continua…

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