Rassegna stampa

Apple si difende: proteggiamo i bambini fin dal 2008

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Dopo le critiche ricevute sui possibili pericoli di dipendenza derivanti dall’uso degli smartphone da parte dei bimbi, Apple risponde. Ieri in una lettera aperta al colosso fondato da Steve Jobs, che degli iPhone ha fatto il suo core business – Jana Partners Lcc, uno degli investitori leader, e Calstrs, uno dei maggiori fondi pensione – bollano come tossica l’accoppiata iPhone bambini e chiedono ad Apple di intervenire. Cupertino – è l’idea – dovrebbe sviluppare nuovi strumenti software per aiutare i genitori a controllare l’uso dell’iPhone da parte dei figli. Ma dovrebbe anche studiare l’impatto di un uso eccessivo degli smartphone sulla salute mentale dei giovani, oltre a mettere in piedi un comitato di esperti. «Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie», scrivono gli investitori. «Il disagio sociale crescente a un certo punto avrà un impatto negativo anche su Apple. Per questo è importante affrontare subito la questione». «Nessuna azienda – aggiungono – può esternalizzare questa responsabilità. Apple può svolgere un ruolo determinante nel prestare particolare attenzione alla salute e allo sviluppo della prossima generazione. È un buon affare e anche la cosa più giusta da fare».

Ma Apple adesso risponde. In una nota ufficiale emessa lunedì in tarda serata in America, Apple spiega che la società offre dal 2008 nel suo mobile software la possibilità di un controllo da parte dei genitori sugli smartphone dei figli. «Pensiamo molto approfonditamente a come i nostri prodotti vengono usati, e all’impatto che hanno sugli utenti e sulle persone che gli sono attorno», dice Cupertino.

Continua…

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