Rassegna stampa

Asili nido senza insegnanti resta fuori il 35% dei bambini

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A Napoli la vita è dura fin da quando si è neonati. Alla carenza di spazi pubblici e giardini, magari con giostrine o spazi ludici per i più piccoli, c’è quella atavica degli asili nido. Un problema sociale, che va a pesare enormemente sul budget familiare, che inevitabilmente dovrà ricorrere alle strutture private, o se si è più fortunati alla famiglia, con i piccoli ballonzolati ora da una nonna ora da una zia. Un problema non da poco se si considera che il Comune di Napoli riesce a far frequentare i 46 asili nido appena 1.594 bimbi nelle tre fasce di età ammissibili: lattanti (sotto i 13 mesi), semidivezzi (bambini da 13 a 24 mesi) e divezzi (bambini da 25 a 36 mesi). A queste strutture pubbliche si aggiungono 8 Sezioni Primavera, senza le quali alcune Municipalità sarebbero totalmente fuori dai giochi. Numeri bassissimi, che lasciano fuori il 35 per cento delle richieste (557) e che in ogni caso copre appena il 2 per cento degli aventi diritto, ovvero i bambini nella fascia di età compresa 0 e 2 anni.

Nel capoluogo, rispetto a tre anni fa, data dell’ultimo Dossier ufficiale sugli asili nido, il numero delle domande inevase raddoppia, nonostante le strutture sono lievemente aumentate. Nell’anno scolastico 2012-13 infatti erano i bambini in lista d’attesa erano il 18 per cento su 40 asili disponibili in città. Ieri come oggi le famiglie dovranno mettere mano al portafogli consegnando i piccoli agli asili privati dove la spesa media è di 450 euro mensili oppure, per quelli meno agiati, alla famiglia, che se comunque è in grado di riservare affetto e attenzione è carente degli strumenti didattici primari, fondamentali per il loro sviluppo evolutivo e intellettivo. Il servizio fornito dall’asilo nido non si riduce infatti solo a una funzione di sostegno alla famiglia nella cura dei figli o in mero supporto per facilitare l’accesso dei genitori al lavoro, ma comprende anche finalità formative, essendo rivolto a favorire l’espressione delle potenzialità cognitive, affettive e relazionali del bambino.

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