Rassegna stampa

Attacco col gas in Siria, Trump convoca i militari. E chiede di preparare i piani per colpire il regime

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Questa è la «linea rossa» di Donald Trump. O, come dice il senatore repubblicano Lindsay Graham, «il momento della verità per la sua presidenza». Il leader della Casa Bianca ha reagito con furia alle notizie in arrivo da Douma, con un tweet: «Molti morti, compresi donne e bambini, in un assurdo attacco chimico in Siria. L’area delle atrocità è chiusa e circondata dall’esercito siriano che rende l’accesso impossibile. Il presidente Putin, la Russia e l’Iran sono responsabili per l’appoggio a questo animale di Assad. Ci sarà un grande prezzo da pagare». Ieri è stata una domenica di grande lavoro al Dipartimento di Stato, dove i funzionari hanno raccolto i primi rapporti dei servizi segreti militari e di altri fonti civili dislocate nella zona del blitz. Il tutto mentre da Pyongyang arrivava la notizia che il dittatore Kim Jong-un sarebbe disposto, in un incontro con Trump, a trattare la «denuclearizzazione» della Penisola coreana.

Intanto, il risultato dell’inchiesta lampo sarà discusso stasera in un incontro tra Trump e i vertici militari alla Casa Bianca. Il consigliere per la sicurezza nazionale e l’antiterrorismo, Thomas Bossert, in un’intervista all’Abc, non ha «escluso» l’idea di un raid americano contro la Siria: «tutte le opzioni sono sul tavolo». In un altro tweet Trump se l’è presa con il suo predecessore: «Se il presidente Obama avesse attraversato la “Linea rossa” tracciata sulla sabbia, il disastro siriano sarebbe finito molto tempo fa. Non ci sarebbe stata storia per quest’animale di Assad». The Donald richiama, come ha fatto spesso negli ultimi due anni, la situazione del 2013, quando Obama diffidò Assad dall’usare armi chimiche. Il regime di Damasco continuò i suoi bombardamenti con i gas, ma la Casa Bianca non si mosse.

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