Rassegna stampa

Bimbo di 11 anni dona il midollo osseo e salva la sorellina di 4

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Il dramma, la speranza, le settimane vissute in apnea in attesa dell’intervento chirurgico, e poi l’epilogo felice. Si dipana così la storia di una coppia di Pieve di Soligo (Treviso), nella terra del Prosecco, che all’antivigilia di Natale dello scorso anno è come se fosse stata colpita da una deflagrazione, quando i medici della Clinica di Oncoematologia pediatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova hanno emesso l’inappellabile sentenza per la loro figlia di soli 4 anni: leucemia mieloide acuta ad alto rischio. “Parole che non scorderò mai – ricorda oggi il papà -: solo pochi giorni prima pensavamo ai regali e per quel mal di mancia improvviso incolpavamo i troppi dolci. Mi tornano in mente spesso quei termini così netti, senza possibilità di equivoco, proprio come il momento in cui, qualche settimana dopo, ci hanno chiamati in ospedale per comunicarci l’esito delle analisi cui ci eravamo sottoposti: l’altro mio figlio, di 11 anni, era compatibile alla donazione del midollo osseo. E’ stato un attimo di straordinaria gioia subito accompagnato dall’ansia che credo attanagli ogni genitore che si immagina entrambi i figli, uno accanto all’altro, in isolamento in un reparto d’ospedale”.

La reazione del fratello maggiore – unica ancora di salvezza – sulle prime è stata di comprensibile titubanza: “Era preoccupato perché temeva che il prelievo potesse fargli male – hanno spiegato i genitori -: nonostante questo, non lo abbiamo mai sentito dire che non lo avrebbe fatto, ma continuava a ripetere che voleva salvare la sorellina, farla stare meglio, giocare di nuovo con lei a casa”.

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