Rassegna stampa

«Bimbo discriminato, togliete il gioco»

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Installare un gioco a scuola che può essere usato da tutti i bambini ad eccezione di uno, perché disabile, «è un comportamento discriminatorio». Quindi bisogna toglierlo. A questa decisione è arrivata la giudice Marcella Frangipani, che ha accolto la richiesta dei genitori di un bambino che avevano fatto causa al Comune di Travacò, che gestisce la scuola elementare Mezzadra.

Nel cortile dell’istituto, la scorsa primavera, erano stati installati tre giochi per gli alunni: tre “torri” con le scalette e gli scivoli, finanziati con una raccolta fondi portata avanti dalle famiglie. Tutti i bambini avevano accolto con piacere i nuovi giochi e anche Francesco, 8 anni (il nome è di fantasia), che però su quelle torri non è mai potuto salire a causa di una disabilità motoria che gli impedisce di camminare bene e quindi di salire in sicurezza la scaletta a pioli.

Dopo diverse sollecitazioni alla scuola e al Comune a trovare una soluzione, i genitori si erano rivolti all’avvocato Davide Capobianco, che aveva presentato un ricorso contro il Comune di Travacò per «comportamento discriminatorio». Secondo la tesi del ricorso il bambino sarebbe stato vittima di una vera e propria esclusione «dalla fruizione dei giochi posizionati dal Comune, che sin dal momento della decisione di installarli era perfettamente a conoscenza del fatto che avrebbero dovuto essere utilizzati anche da un bimbo con disabilità motorie».

Il ragionamento è stato condiviso dal giudice, che ha ordinato al Comune di rimuovere i giochi entro la fine di novembre o al limite di modificarli, sostituendo le scale di accesso agli scivoli, per consentire a tutti i bambini, compreso l’alunno con disabilità, di usarli.

Continua…

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