Rassegna stampa

Bisfenolo A, cos’è e perché può essere dannoso per la salute

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Tornato nel vivo del dibattito dopo il via libera del Parlamento europeo al taglio di esso nei cibi (fino a zero per i bambini e i neonati), il bisfenolo A, solitamente abbreviato in BPA, è una molecola fondamentale nella sintesi di alcune materie plastiche e di alcuni additivi. La sua produzione annua di 2–3 milioni di tonnellate ne fa uno dei monomeri principali nella produzione del policarbonato. Sospettato di essere dannoso per l’uomo sin dagli anni trenta, il BPA sembrava essere imputato in numerose malattie dello sviluppo sessuale maschile nel feto, e nel calo di fertilità nell’uomo adulto, secondo una relazione pubblicata del 2010 dalla Food and Drug Administration. Tuttavia, una valutazione pubblicata dalla FDA nel marzo 2013 ha ridimensionato l’allarme, affermando che il BPA è sicuro ai livelli bassissimi che ricorrono in alcuni cibi.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Authority-EFSA) ha effettuato revisioni delle informazioni scientifiche su BPA negli ultimi anni: in ciascuna occasione, gli esperti hanno concluso l’impossibilità di identificare alcuna nuova evidenza in grado di modificare l’opinione secondo cui i correnti livelli di esposizione a BPA di cui si è a conoscenza siano sicuri; tuttavia, si riconosce l’esistenza di qualche incertezza. I cittadini europei «rimarranno esposti al Bpa, o Bisfenolo A», una sostanza chimica utilizzata per produrre plastiche e resine, «nelle confezioni degli alimenti». La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, informa la Health and Environment Alliance, un’organizzazione no profit europea, ha dato via libera ad una proposta della Commissione Europea tesa a regolare i livelli di Bisfenolo A nei materiali a contatto con il cibo.

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