Rassegna stampa

Cupramontana, bimbo ucciso. Il papà killer: “Non ero io, ero posseduto”

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Quello non ero io, una forza soprannaturale mi ha come posseduto. Mi sono reso conto di quello che avevo fatto solo quando Hamid non respirava più. Ma io gli volevo bene”. A parlare stamattina in carcere davanti al gip Carlo Cimini Besart Imeri, il disoccupato macedone di 26 anni, che giovedì sera ha ucciso, strangolandolo, il figlioletto di 5 anni, nella sua auto a Cupramontana. Il giovane, molto introverso ha risposto per un’ora e mezzo alle domande del gip alla presenza del pm Valentina Bavai e del difensore Raffaele Sebastianelli, che ha trovato il 26enne “confuso e affranto, ma più lucido dei giorni scorsi, come se si stesse rendendo conto ora dell’accaduto”. Besart era in cura da poche settimane al dipartimento di salute mentale di Jesi per una depressione probabilmente seguita alla perdita del lavoro. Non riusciva a dormire per questo prendeva dei farmaci, probabilmente ansiolitici.

Padre di un altro figlio piccolo e di un terzo in arrivo, Besart ultimamente avrebbe sofferto di sbalzi d’umore ma il fenomeno di sdoppiamento della personalità che ha riferito ieri sarebbe nuovo per lui. Ha ammesso di aver ucciso Hamid appena saliti in auto per una passeggiata. Ma quell’auto non si è nemmeno mossa dal parcheggio. Secondo il suo racconto sarebbe stato “posseduto da qualcosa, forse un’entità soprannaturale”, che lo ha lasciato una volta morto il bimbo.

Continua…

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