Rassegna stampa

Di notte sui social, di giorno assonnati: ecco gli “adolescenti-gufo”

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E’ l’età degli ormoni scoppiettanti, alla quale dovrebbero corrispondere almeno otto ore di sonno per notte, ma solo il 15% degli adolescenti rispetta questa soglia. L’adolescenza è diventata la lunga stagione dell’astinenza, nella quale si resta connessi fino a tarda notte, appesi alla rete delle amicizie virtuali, difficile da abbandonare fino allo sfinimento.

Il risultato è visibile soprattutto a scuola, negli occhi di alunni sonnolenti che nelle prime due ore di lezione faticano a reagire agli stimoli degli insegnanti, continuando inconsciamente a dormicchiare appollaiati sul banco.

«Si tratta di un jet lag sociale, in cui non si compie alcun viaggio intercontinentale, ma nel quale ogni giorno ci si ritrova in quella dimensione spaesata», spiega il neurologo Liborio Parrino, responsabile del Centro del sonno dell’Azienda ospedaliero universitaria. Anche i bambini più dormiglioni, tendono nell’età dell’adolescenza a diventare sempre più «gufi», cioè a spostare in ritardo l’ora in cui si abbandonano alle braccia di Morfeo.
«Non solo l’uso smodato di apparecchiature elettroniche, ma anche i mutamenti biologici connessi con questa età di grandi cambiamenti influiscono sulla durata e qualità del sonno», osserva lo specialista.
I problemi si attutiscono in estate, quando i genitori sono più tolleranti e lasciano dormire fino a tardi il ragazzo, oppure concedono loro, in vacanza, il riposino pomeridiano. Ma ricompaiono alla ripresa della scuola, aggravati dai viaggi di andata, che talvolta obbligano ad alzarsi prima delle sette. Poi ricomincia l’attività sportiva, e il ragazzo non riesce neppure a concedersi l’agognato riposino nel pomeriggio.

Continua…

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