Rassegna stampa

Diritti a confronto. I 400mila figli di NN chiedono il diritto a conoscere la madre

Fonti:

Aveva 16 anni quando rimase incinta, ed erano tempi di stigma, la lettera scarlatta imprimeva ancora il giudizio e la vergogna sulla fronte delle ragazze madri. Così la fecero partorire lontano dal paese e poi le annunciarono che la sua bambina era nata morta. Decenni più tardi un addetto del Tribunale dei Minori di Firenze la contattò e le chiese a bruciapelo se era disposta a conoscere sua figlia. Tsunami di emozioni, dolore e amore, paura e desiderio. Poi l’abbraccio: «Mi avevano detto che eri morta, non mi sono mai sposata…». Era il 2014 ed era la prima volta che si concedeva a un ‘figlio di NN’ di risalire a chi l’aveva messo al mondo ma, legittimamente, non lo aveva riconosciuto.

Oggi sono 400mila le persone non riconosciute alla nascita che attendono di sapere chi sono, ma la legge che darebbe loro il diritto di provarci è ferma da anni in Parlamento, imbrigliata in un iter tormentato. Intanto però il tempo passa… «Noi non vogliamo né il riconoscimento giuridico né quello patrimoniale, sia chiaro. Chiediamo solo che le nostre mamme, che tanto tempo fa rinunciarono a noi, possano essere interpellate dal Tribunale e scegliere liberamente se vogliono conoscere noi, i loro figli. Se rifiutassero, scompariremmo di nuovo», spiega Anna Arecchia, 57 anni, docente di matematica al liceo Scientifico di Marcianise (Caserta), presidente del Comitato nazionale per il Diritto alla conoscenza delle Origini. Attualmente infatti la norma è granitica e piuttosto impietosa, non solo verso i nati da NN (dal latino nomen nescio,figli di nome ignoto), ma anche verso quelle madri e la loro scelta (o costrizione) irreversibile: la legge prevede che la donna, una volta deciso al parto di non riconoscere il figlio, non potrà mai più essere interpellata.

Continua…

Indietro

Mediateca Correlata

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK