Rassegna stampa

È emergenza in Italia: il 15% dei bambini non ha il pediatra

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Troppo pochi i pediatri negli ospedali. L’allarme riguarda tutte le strutture del Paese, dove, nonostante si registri un calo delle nascite, i medici per i bambini e in particolare i neonatologi, non bastano più. La notizia è stata lanciata dalla Fondazione Poliambulanza di Brescia, secondo cui sono sempre meno i medici che dopo la laurea scelgono questo tipo di specializzazione. Spesso gli ospedali che bandiscono delle posizioni rimangono scoperti, e il fenomeno si verifica sia al Nord sia al Sud. I numeri non sono rassicuranti. Come ha raccontato Linkiesta.it, i bambini in Italia sono 4,5 milioni, per i quali sono a disposizione solo 13mila pediatri. E la penuria non migliorerà nei prossimi anni: si calcola che nel 2020 i pediatri ospedalieri scenderanno del 40%. Si prevede infatti che si passerà dai circa 13mila pediatri del 2013 a poco più di 8mila entro il 2020-2025.

La libera professione, e quindi aprire un ambulatorio privato, fa più gola. I turni ospedalieri sono troppo pesanti e il blocco del turn over fa il resto: a ogni medico che va in pensione non corrisponde un giovane neoassunto. Nel 2015 sono andati in pensione 800 pediatri, ma dalle scuole di specializzazione ne sono usciti solo 280 in un anno. E le scuole di specializzazione in cui si formano i nuovi pediatri, che sono finanziate con soldi pubblici, non riescono a coprire tutte le necessità dei reparti. Contemporaneamente molti laureati in medicina rimangono invece fuori dal percorso di specializzazione. La situazione è paradossale, se si considera che già adesso, secondo la Federazione italiana medici pediatri, con un tetto massimo di 1000 pazienti per medico, il 15 % dei nuovi nati non ha un pediatra assicurato.

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