Rassegna stampa

Educare i figli significa accettare anche i loro insuccessi

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La cronaca degli ultimi giorni racconta un aumento preoccupante del numero di aggressioni perpetrate dai genitori nei confronti dei docenti e, più in generale, del totale disprezzo verso ogni autorità educativa, siano insegnanti o allenatore di calcio di una squadra giovanile. Il loro ruolo non viene più riconosciuto e si tenta con ogni strumento di piegarli nel tentativo di assecondare la prestazione dei propri figli che hanno sempre ragione e che non possono essere messi in discussione. Ci troviamo di fronte a una contrapposizione inedita ma sempre più diffusa, tra l’autorità educativa e l’autoritarismo genitoriale. Come se le regole fossero un ostacolo da superare e l’insegnante non fosse un alleato con cui collaborare in un rapporto di fiducia educativa. Si trascura di riconoscere, dunque, due dei principi cardine su cui si dovrebbe fondare ogni sistema educativo: l’alleanza tra scuola e famiglia e l’accettazione da parte dei ragazzi del fatto che qualcuno indichi loro gli errori e, insieme, la capacità di superare gli impedimenti, riconoscendo i propri limiti.

I genitori che sostengono in modo arrogante e prevaricatore le ragioni dei propri figli, dimostrano di non essere capaci di accettare i loro fallimenti quasi fossero espressione della mancata capacità genitoriale. Una proiezione totale nei confronti dei ragazzi che devono vivere la loro vita senza che sia frapposto un ostacolo al normale scorrere degli eventi che è fatto di successi ma anche di fallimenti.

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