Rassegna stampa

Famiglia sfrattata con bimbo disabile: “Per favore aiutateci”

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Ieri mattina una famiglia con un bambino disabile è stata sfrattata da un appartamento di via Falcone e Borsellino. Sono le 9.30. Il termometro segna meno 5 gradi. Al bar Franchin di piazza Vittorio Emanuele II sono appena arrivati Carlo 46 anni, la moglie Amalia, 34enne, con il figlio di 3 anni e mezzo in braccio. Il piccolo è disabile. Con loro valigie, alcune borsette di plastica. La loro vita è tutta lì.

E’ quello che sono riusciti a portare con sé dopo che, un’ora prima, sono stati costretti ad uscire dalla loro casa. Sfrattati per morosità; a suonare alla porta del loro piccolo appartamento da dove da qualche anno vivono in affitto, il legale del proprietario dell’immobile, l’ufficiale giudiziario assieme agli agenti della questura e della polizia municipale. «Lo sfratto è esecutivo, raccogliete le vostre cose e andate via». Carlo spiega che non sa dove portare la sua famiglia: il bambino è ancora in pigiama. «Abbiamo raccolto i vestiti e i nostri effetti personali – spiega Carlo -, abbiamo cercato di vestire bene il bambino. Non sapevamo cosa ci aspettava, anche dormire in strada». Si sono incamminati verso il centro. La strada ghiacciata, le temperature sotto zero. La mamma con il bambino tra le braccia. «Siamo andati in Comune per chiedere aiuto – spiega Carlo – Ci hanno detto di cercare un dormitorio per mia moglie ed il piccolo. Forse ci sono un paio di posti. Domani però. Oggi non è possibile avere un letto».

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