Rassegna stampa

Genitori e figli, è peggio una parolaccia o una cattiveria?

Fonti:

Uno degli ultimi spauracchi da appiccicare ai figli a garanzia delle buone maniere è quello contro la sconveniente parolaccia, più contagiosa di una verruca, più imbarazzante di un brufolo. Fate mente locale e troverete che almeno una volta (ma saranno molte di più), nella vostra vita da genitori, avrete visto qualcuno redarguire il proprio o quello di un altro dopo averlo sentito dire una delle innominabili trivialità.

Perché il “non si dice” è ancora uno di quei comandamenti che ci si sente chiamati a rispettare. Strano, perché la bocca di tutti è diventata lo sciaquone dal quale fuoriescono frasi e parole che qualche decennio fa non solo erano proibite in televisione ma quasi in pubblico.

In tutta onestà una parolaccia sfuggita più o meno consapevolmente dalla bocca di un bambino o un ragazzino non mi crea particolari scompensi e non fingo pudore quando la sento pronunciare. Non tutti ovviamente hanno la stessa percezione: conoscevo una coppia che ai figli faceva pagare pegno ogni volta scappava loro una delle parole bandite dalla casa e anche gli ospiti – se colti in fallo in presenza dei bambini – dovevano fare ammenda e riempire il fondo cassa.

Continua…

Indietro

In evidenza

Mediateca Correlata

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
OK