Rassegna stampa

I bambini di Amatrice affidano alle lettere del Telefono Azzurro le loro speranze: “Vorremmo che la città fosse viva”

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C’è chi, come Paolo, 9 anni, vorrebbe costruire una villa di otto piani antisismica. Chi, come Ludovico, 8 anni, scrive: “Io voglio che Amatrice non era rota”. Sono alcuni dei messaggi che i bambini di Amatrice, il luogo simbolo del terremoto che ha colpito il Centro Italia, hanno affidato alla cassetta della “posta dei desideri” messa in piedi dallo staff del Team emergenza infanzia del Telefono azzurro nel parco ‘Don Giovanni Minozzi’.

Storie di infanzie ferite dal dramma del sisma, quelle raccontate da La Stampa:

“Per spiegare ai più piccoli che altri di loro non ci sono più, i genitori o i parenti sopravvissuti hanno dato più o meno la stessa versione, ‘è volato in cielo…’, spiega la psicologa torinese Paola Bisio. In questa piccola comunità è difficile incontrare un bambino che non abbia perso un familiare o un compagno. Dopo oltre due settimane da quella terribile notte non tutti reagiscono allo stesso modo: c’è chi manifesta il trauma attraverso la rabbia e chi rifugiandosi nel silenzio”.

 Continua…

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