Rassegna stampa

In Nigeria Boko Haram fa scempio di chiese, donne e bambini

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Le storie di terrore e di paura, di inferno e di dolore targate, ancora una volta, islam, in Nigeria si intrecciano e si perdono nel nulla. La furia islamica, si sa, non conosce misericordia e una terra come la Nigeria ne è testimone muta e inerte. Come, d’altronde, il resto della comunità internazionale. La Nigeria non è in stato di guerra e ha un’economia che ha superato quella del Sud Africa, eppure uno degli ultimi rapporti della Food and Agriculture Organization (Fao), prevedeva che “la più grave crisi umanitaria in Africa, nel nord-est della Nigeria, si aggraverà tra giugno e agosto”. E le cose stanno esattamente così. La sicurezza alimentare e nutrizionale viene sempre più meno. Come già scritto su queste pagine, da una parte la corruzione endemica e l’incapacità di governo delle classi dirigenti locali, dall’altra l’imposizione della legge islamica tengono il Paese nella povertà e in una morsa di terrore.

E poi c’è Boko Haram (il nome significa “vietata l’educazione occidentale”). “Gli uomini di Boko Haram sono venuti a casa mia, hanno portato via tutto e poi hanno intimato a mio marito di convertirsi all’Islam. Quando ha rifiutato lo hanno ucciso davanti ai miei occhi”. E’ Esther a parlare, e come lei ce ne sono tantissime. C’è Rose il cui marito è stato ucciso a bruciapelo per aver rifiutato l’islam. E poi c’è Agnes e i suoi 9 figli da crescere da sola e nemmeno una degna sepoltura per il marito sgozzato. Il vescovo di Maiduguri, a nord della Nigeria, racconta di almeno 5mila casi simili. Cinquemila donne rimaste vedove per mano dei terroristi islamici. Così oltre le circa 20.000 vittime della violenza di Boko Haram – che si contano fino ad ora – ci sono le vite di donne e bambini segnate irrimediabilmente.

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