Rassegna stampa

La trappola degli innocenti

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«Caro mondo, i bombardamenti sono intensi ora. Perché resti in silenzio? Perché? Perché?  La paura sta uccidendo me e i miei figli. Fatemah #Aleppo». È il tweet postato ieri sull’account di Bana Alabed, la bambina di 7 anni che da mesi sta raccontando al mondo la vita quotidiana sotto le bombe ad Aleppo Est. Il tweet è stato scritto in una giornata che doveva essere di “liberazione” per migliaia di persone intrappolate nella città siriana devastata da sei anni guerra. Migliaia tra ribelli e civili sarebbero dovute partire all’alba da Aleppo est verso Idlib. Erano in attesa di salire sugli autobus verdi tappezzati con i poster del presidente siriano Bashar al-Assad, ma quei bus sono rimasti fermi e  si sono ritrovati in una città di nuovo sotto bombardamento, senza più un cessate il fuoco a darle tregua. Sul numero di persone rimaste in trappola, le stime variano dalle 50 mila fino alle 200 mila. Ribelli e regime si accusano ora a vicenda di aver violato il cessate il fuoco.

L’organizzazione Medici Senza Frontiere (Msf) si dice «indignata per la violenza esercitata contro i civili» e per «la passività dimostrata da tutti gli attori che possono fare qualcosa per fermarla». «Non è stato possibile evacuare i pazienti, rifornire gli  ospedali e fornire assistenza cruciale alle persone intrappolate nell’area», denuncia Msf, ribadendo che «tutte le parti coinvolte sono state e sono ancora responsabili di questo fallimento».

Le Nazioni Unite precisano di essere «non coinvolte» nelle operazioni per l’evacuazione e chiedono l’invio di osservatori internazionali. Anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker riferisce di «massacri, di bambini intrappolati sotto le macerie degli edifici collassati» e chiede a tutte le parti in guerra  di permettere «ai civili, alle donne e ai bambini di lasciare quella grande città in rovina in sicurezza». Sul dramma siriano si confronteranno oggi a Bruxelles i leader europei riuniti per il Consiglio europeo. Sarà presente Paolo Gentiloni.

Continua…

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