Rassegna stampa

Mohammed come Aylan: la foto che spezza il cuore e il dramma dei rohingya in Birmania

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Un grido di dolore e d’aiuto arriva dal Myanmar (Birmania). Il padre di un bambino, che è stato trovato morto nel fango dopo aver tentato di fuggire dal Paese, ha supplicato “il mondo di prendere atto della loro situazione”. Il piccolo Mohammed Shohayet, un bimbo di appena 16 mesi, aveva cercato di lasciare la sua casa di Rakhine insieme alla sua famiglia alla volta del Bangladesh. Il piccolo era infatti un rohingya, minoranza musulmana molto vessata in Myanmar a causa di presunti  attacchi nei confronti di alcuni posti di blocco della polizia di frontiera. Attacchi ai quali le forze dell’ordine hanno risposto con una massiccia rappresaglia.

Stando alle accuse, che hanno trovato fondamento anche nei documenti raccolti e pubblicati da Amnesty International, le forze birmane hanno vessato la popolazione rohingya con omicidi, torture e stupri, costringendola alla fuga.  Da ottobre sarebbero oltre 30mila le persone fuggite dai propri villaggi in cerca di salvezza. Tra queste c’era anche la famiglia del piccolo Mohammed: il bimbo era insieme alla madre e al fratello quando la barca che avrebbe dovuto portarli in Bangladesh è affondata nel fiume Naf. Il suo corpicino è stato poi trovato nel fango a faccia giù in una posizione che ricorda in maniera assolutamente tragica quella di Aylan Kurdi, il giovanissimo rifugiato annegato al largo della costa della Turchia mentre cercava di fuggire in Siria.

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