Rassegna stampa

Napoli, quei bambini perduti nell’affare droga: “Mamma, il cliente dice che la dose sa di medicina…”

Fonti:
Guarda piazza Plebiscito e Santa Lucia, è a poche decine di metri degli storici palazzi di Monte di Dio, vista sul borgo Marinari. Ma nei video degli investigatori il rione è solo terra di droga con spacciatori bambini, clienti che arrivano uno dopo l’altro spesso in taxi per comprare la cocaina, “stese” tra i vicoli per spaventare i pusher che non vogliono pagare il pizzo. È il Pallonetto a Santa Lucia, groviglio di vicoli da sempre di “proprietà” del clan Elia, un lungo passato di estorsioni, molte guerre con i vicini di casa dei Quartieri Spagnoli. E tanta droga. Confezionata in famiglia, dove per famiglia si intende un clan composto di fratelli, figli, cognate, cugini, nipoti. Terza generazione della cosca di Michele Elia, ieri il super blitz dei carabinieri della compagnia Centro, al comando del capitano Michele Centola, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia del procuratore aggiunto Filippo Beatrice.
Quarantadue persone — diciassette sono donne, le “operaie” della fabbrica della droga — finiscono in carcere: associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, armi, estorsioni. E un cognome che si ripete, quello degli Elia del boss Michele: quattro dei suoi cinque figli (due donne) arrestate in questo blitz. E poi i figli dei figli. Ci sono anche i più piccoli. C’è la figlia di otto anni di una delle figlie, c’è un ragazzino di dodici anni che consegna le dosi. Quei bambini ora hanno i genitori in carcere. E ci sono due diciassettenni per cui procederà il tribunale dei Minori. C’è anche un ex attore di Gomorra, Mariano Di Giovanni, soprannominato “’o mericano falso” (nella cosca c’è anche “‘o mericano originale”).
Continua…
Indietro