Rassegna stampa

New York, bambini bulli? Vanno in galera i genitori

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A North Tonawanda, le colpe dei figli ricadono sui genitori. Nella cittadina nel nord dello Stato di New York è stata approvata una legge che dovrebbe ridurre i casi di bullismo a scuola. La legge stabilisce che se uno studente si macchia di un atto di bullismo per almeno due volte nell’arco di 90 giorni, la responsabilità ricadrà sui genitori che saranno condannati a due settimane di prigione e al pagamento di una multa di 250 dollari. La legge è stata fortemente voluta da un gruppo di genitori guidati dalla signora Victoria Crago. Il figlio della signora Crago, un bambino in terza media, era stato aggredito da un altro ragazzino lo scorso maggio. L’attacco era stato particolarmente violento e la signora ha deciso di organizzare un movimento antibullismo. Ha trovato terreno fertile anche perché la cittadina, che ha 35 mila abitanti, stava subendo un’ondata di vandalismo da parte di una banda di ragazzini neanche tredicenni. La polizia era impotente: con bambini di quell’età, la legge non prevede punizioni.

Ecco dunque l’idea di tirare in ballo i genitori. Approvata all’unanimità dal consiglio comunale, la legge stabilisce che saranno papà e mamma a doversi assicurare che i figli al di sotto dei 16 anni obbediscano alle direttive comunali. E le direttive sono nette: divieto totale di compiere atti di bullismo, e divieto di star fuori non accompagnati oltre le 23 nei giorni di scuola e oltre le 24 nel week end. Se un ragazzino violerà queste regole per almeno due volte nell’arco di tre mesi, saranno i genitori a essere puniti.

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