Rassegna stampa

«No alla codeina nei bambini». Il monito dei pediatri americani

Fonti:

L’analgesico utilizzato per il trattamento del dolore e come anti tosse è vietato in Italia per i minori di 12 anni. In passato sono stati segnalati decessi di bambini che avevano assunto il farmaco dopo l’intervento alle tonsille. Ma negli Usa è disponibile in 28 Stati

«Codeina, è tempo di dire no» è il titolo di un articolo da poco pubblicato sulla rivista Pedistrics a firma dell’American Academy of Pedistrics con l’obiettivo di invitare genitori ed operatori sanitaria a smettere di somministrare l’analgesico nei bambini a causa delle gravi reazioni avverse, anche fatali. Nonostante infatti più studi dimostrino che la codeina può causare una reazione pericolosa per la vita, gli autori fanno notare che il farmaco è ancora disponibile per lenire la tosse in 28 Stati americani e nel Distretto di Columbia senza la prescrizione medica. Il composto, da decenni contenuto in molti antidolorifici e in altrettanti antitussigeni da banco, viene convertito dal fegato in morfina» spiega Joseph Tobias, coautore del documento e membro del comitato sui farmaci dell’Aap, sottolineando che, a causa della variabilità genetica che ne condiziona la velocità di metabolizzazione, la codeina fornisce scarso sollievo in alcuni pazienti, mentre in altri ha un’azione eccessiva. Inoltre, secondo un rapporto dell’American Academy of Pediatrics la codeina viene prescritta con frequenza nei bambini dopo procedure chirurgiche come la tonsillectomia e l’adenoidectomia. A più di 800.000 bambini sotto gli 11 anni è stata prescritta codeina tra il 2007 e il 2011. Gli otorinolaringoiatri sono i più frequenti prescrittori di codeina/paracetamolo in formulazione pediatrica, seguiti dai dentisti, dai pediatri e dai medici di famiglia.

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