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Palermo. Mancano i letti all’ospedale dei bambini. I piccoli pazienti ricoverati in corridoio

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Ha passato la notte su un materasso sistemato per terra, lungo il corridoio del pronto soccorso. Da un lato il borsone con i piagiamini appena lavati, dall’altro la sua mamma seduta su una sedia rimediata per caso. Il piccolo Giuseppe (il nome è di fantasia) ha otto anni e una gastroenterite virale che gli ha fatto perdere quattro chili in pochi giorni. Ha bisogno del ricovero ma nel reparto di malattie infettive non ci sono posti. E così ha passato più di 24 ore in corridoio, assieme ad altri bambini che come lui non hanno trovato un letto corsia. Sono i piccoli “fantasmi” dell’ospedale Di Cristina di Palermo: neonati di pochi mesi o bambini di 12 anni, costretti a lunghe attese su barelle sgangherate. Stipati nel reparto di osservazione breve o nelle sale visita trasformate in stanze di degenza.

«C’è un boom di malattie stagionali – conferma il professore Giovanni Corsello, direttore dell’Ismep – che si è tradotto in un aumento degli accessi di quasi il 20 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». I vertici della struttura stanno correndo ai ripari contro la carenza di posti letto: «La prossima settimana – continua Corsello – apriremo i nuovi ambulatori al pian terreno e libereremo il secondo piano per allestire 12 posti letto e dare ossigeno al pronto soccorso ». In cantiere c’è anche la ristrutturazione di un’area dove saranno sistemati altri 12 posti letto di terapia semi intensiva: «Abbiamo avuto il nulla osta dall’assessorato – spiega il manager Giovanni Migliore e a breve partiranno i lavori con fondi aziendali». L’obiettivo è attivare altri 24 posti letto in aggiunta ai 170 già disponibili. «La verità – dice Migliore – è che molti bambini avrebbero solo bisogno di un paio di flebo per reidratarsi, ma non c’è un sistema di dimissioni protette che garantisca le cure a domicilio». Sono le 13,30 di un venerdì come tanti e nella sala gialla che dovrebbe ospitare i pazienti in attesa di essere visitati dai medici di turno ci sono quattro bambini che hanno passato la notte sulle lettighe.

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