Rassegna stampa

Petaloso, la parola inventata da un bimbo diventa un negozio

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I cavalli parigini in legno di ulivo guardano chi entra da sopra il «cassettone della nonna», da cui spunta una coperta «morbidosa» in lana finlandese, accanto ai nani da collezione. «Petaloso è il denominatore comune di ciò che è magico, ma anche bello, gioioso, brioso». Salvatore Paggio ha trasformato in un marchio registrato e nel nome del suo negozio di via Catania 12h “petaloso”, neologismo inventato alcuni mesi fa da Matteo, un bambino di terza elementare a Copparo, in provincia di Ferrara, che ha ottenuto la benedizione dell’Accademia della Crusca. Quando la sua maestra ha raccontato la storia diventò un tormentone, ma per Paggio petaloso, con cui Matteo descriveva un fiore, è di più, qualcosa che ha il sapore dolce di un riscatto.

«Lavoravo come direttore in una boutique del centro, dopo aver iniziato da magazziniere a 23 anni, ma mi hanno licenziato per il taglio dei costi. Uno shock. Ancora non sapevo cosa avrei fatto, a 42 anni non è facile reinventarsi». Quando ha letto la storia di Matteo è rimasto affascinato. «Sono sempre stato appassionato di arte, lusso, prodotti di qualità e cura, concetti che petaloso esprime benissimo». Di qui la decisione di registrare il nome rivolgendosi a uno studio di avvocati. Non è stato l’unico. Ci sarebbero almeno altri tre marchi registrati in Italia, uno proprio dal papà di Matteo.

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