Rassegna stampa

Pietrata contro il portone del liceo D’Oria, indaga la polizia

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Nella notte è stata lanciata una pietra contro il portone del liceo D’Oria di Genova di in via Diaz, a pochi passi dalla questura: è stata rotta una vetrata, e la polizia sta indagando per tentare di risalire ai responsabili. Secondo le forze dell’ordine, il gesto non sarebbe collegato al furto di 4 computer avvenuto all’interno della scuola: le indagini sono state avviate dalla Digos e non sarebbero stati trovati segni di scasso nel portone o in altri varchi d’accesso; a denunciare alla polizia la rottura del vetro e il furto dei computer era stata la preside, Mariaurelia Viotti. Dalla settimana scorsa, la scuola è al centro delle polemiche per le frasi ritenute “classiste” contenute nel rapporto annuale sulla popolazione studentesca.

La frase che ha scatenato polemiche sul liceo ginnasio D’Oria di Genova è contenuta nella introduzione della scheda di autovalutazione dell’istituto dove si legge: «Il contesto socio-economico e culturale complessivamente di medio-alto livello e l’assenza di gruppi di studenti con caratteristiche particolari dal punto di vista culturale (come ad esempio nomadi o studenti di zone particolarmente svantaggiate) costituiscono un background favorevole alla collaborazione e al dialogo tra scuola e famiglia, nonchè all’analisi delle specifiche esigenze formative nell’ottica di una didattica davvero personalizzata». La preside Mariaurelia Viotti aveva invitato tutti a «leggere l’espressione per intero» perché «evidenzia l’importanza di un confronto tra culture» sottolineando che si era trattato «solo di un equivoco» e che nella stessa scheda «è scritto anche che la scarsità di studenti stranieri limita la possibilità di un più ampio confronto culturale all’interno dei gruppi-classe». L’istituto genovese ha formato negli anni molti personaggi della cultura e della politica come l’attore Paolo Villaggio, il critico cinematografico Gian Luigi Rondi, Luigi Tenco, Massimo D’Alema e Domenico Fisichella, Paolo Fresco, Paolo Emilio Taviani, Alfredo Biondi.

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