Rassegna stampa

Regole per baby miss e giovani artisti, arriva un ddl

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Bambine piccolissime agghindate come adulte, costrette a turni di lavoro massacranti. Piccoli lasciati senza acqua e allontanati dai genitori, contravvenendo ad ogni norma. E’ il mondo da incubo raccontato nel libro-inchiesta di Flavia Piccinni, ‘Bellissime.  Baby miss, giovani modelle e aspiranti lolite’ (ed. Fandango), alla base dell’interrogazione parlamentare e del disegno di legge presentato dalla senatrice di Alternativa popolare Fabiola Anitori sulla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in attività di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo. A raccontarlo, la prima firmataria insieme a Dacia Maraini, alla editor di Fandango Tiziana Triana e alla presidente del Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, alla Sala Nassiriya del Senato,  in occasione della Giornata Mondiale dei diritti delle bambine e delle ragazze dell’11 ottobre.

“La mia inchiesta – spiega la Piccinni – è partita nel 2013, quando in un albergo di Prato mi ritrovai davanti a una passerella impressionante e bimbe di 4-6 anni truccatissime costrette a sfilare”. Da lì la scoperta di un universo pericoloso anche “per l’immaginario di stereotipi di genere che crea e che finisce a pioggia su tutti i bambini e genitori. Senza contare poi il mondo parallelo della pedofilia”. Punta dell’iceberg “è Pitti Bimbo – prosegue la Piccinni – con il suo business da 2,7 miliardi di euro, fitting massacranti, mamme che si definiscono manager”. E l’offerta è in aumento continuo. “In Italia esistono 7 agenzie importanti specializzate, quasi tutte e Milano. Ognuna conta da 100 ai 300 bambini. L’aumento dell’offerta poi ha fatto crollare i compensi: 100-200 euro netti per una sfilata a Pitti Bimbo, 200-500 per uno spot, solo 30 euro per un redazionale pubblicitario. Il tutto a tempo, perché appena superi il metro e 20 centimetri ti buttano fuori”.

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