Rassegna stampa

Roma, Visconti, i ragazzi “Qui non ci sono solo figli di papà” Tensione con LeU

Fonti:
“Anche il figlio di un operaio ha il diritto di iscriversi al Visconti”. Così recitava, ieri, uno striscione che Liberi e Uguali ha esposto davanti al liceo classico da giorni al centro delle polemiche per le frasi contenute nel rapporto di autovalutazione, considerate classiste. Alle 13, l’uscita da scuola in piazza del Collegio Romano si è trasformata in una sala dibattiti a cielo aperto. Con la maggior parte degli studenti non proprio soddisfatti della presenza della decina di attivisti. « La scuola non è il posto giusto per far propaganda politica » , ha spiegato ad esempio Giorgio Gugliotta, che poi però ha deciso di ascoltare «quel che avevano da dire».
« Siamo qui per mandare un messaggio alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli — ha detto ai ragazzi Adriano Labbucci, uno degli esponenti di LeU — Con lo scopo di accendere i riflettori sulle fallimentari politiche di integrazione e uguaglianza realizzate fino a oggi. Siamo simbolicamente davanti al Visconti, ma quest’istituto è solo uno dei tanti in tutta Italia nei cui rapporti di autovalutazione abbiamo potuto leggere frasi classiste».
Un bel messaggio, secondo gli studenti, ma sbagliato nei modi. «Quel che dicono è giustissimo — sottolinea lo studente Giovanni Colafato — Ma da giorni ormai, e in ogni modo, stiamo cercando di spiegare a tutta Italia che non siamo una scuola classista, che abbiamo all’attivo progetti sociali con importanti enti ( come la mensa del Caravita, ndr), che da noi i figli degli operai ci sono » . Anche se due ragazze, alla vista dello striscione, hanno esclamato: «Ci venisse qua, il figlio di un operaio. Vediamo quanto dura». E poi sono sgattaiolate.
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