Rassegna stampa

Se l’Isis uccide i bambini con le bambole esplosive

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Incalzate dall’avanzata su Mosul da parte dell’esercito regolare iracheno e delle milizie peshmerga, le truppe del Califfato infatti tentano di infliggere danni agli avversari nel modo più vigliacco: imbottendo cioè di esplosivo i giocattoli e i pupazzi abbandonati per le strade della capitale delle Bandiere nere in Iraq.

A raccontarlo è la testata britannica The Guardian ma la notizia è stata confermata anche all’Ansa da fonti di sicurezza ad Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno. Oltre cinquanta tonnellate di esplosivo sono state bonificate dai peshmerga. L’obiettivo è quello di mutilare e creare invalidi a vita, poiché un mutilato rappresenta per la società un carico di responsabilità molto più gravoso di un morto e un bambino sarà invalido per molto tempo.

Ma a tragedia si aggiunge tragedia, se si calcola che i bambini sono vittime dell’Isis non solo fra la popolazione civile ma anche nelle stesse truppe del Califfato. La pratica di arruolare bambini soldato è infatti assai diffusa: secondo l’Osservatorio siriano per i diritti uman almeno trecento bimbi sarebbero stati uccisi a Mosul. Arrivati dalla Siria come rinforzi per la prima linea, erano noti come i “leoncini del Califfo”.

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