Rassegna stampa

Spose bambine, dal Veneto una proposta di legge

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Ci sono bambine per cui la fine della scuola e l’arrivo dell’estate non sono momenti di gioia e spensieratezza ma di ansia che sfocia nel terrore. Partono insieme ai genitori per le vacanze nei Paesi di origine, o almeno così le chiamano confidandosi con le compagne di banco, ma in molti, troppi casi, non tornano più e di loro si perde ogni traccia. Sono le «spose bambine», hanno sette, otto, dieci anni, sono originarie per lo più dell’India, del Pakistan e del Bangladesh ma anche dell’Albania e della Turchia.

«Una realtà tragica – spiega Taher Djafarizad, presidente dell’associazione Neda Day –. Uno Stato come l’Italia, civile, democratico, liberale, rispettoso dei diritti, non può far finta di non vedere che cosa accade sul suo territorio, nell’indifferenza generale». Djafarizad ha quindi contattato la senatrice della Lega Nord Erika Stefani, componente della commissione Giustizia, e insieme hanno deciso di scrivere una proposta di legge che Stefani ha già depositato a Palazzo Madama, ispirata ad un analogo testo già in vigore in Svezia dal primo luglio 2014.

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